martedì 26 aprile 2016

NON SAREMO A SAN QUINTINO MA SECONDO ME QUESTI SE LO PRENDONO IN CULO
Eravamo al The Morrison con una pinta dell’Ipa rossa della Pociuo, davanti al tele che sparava immagini dello 0-0 del Napoli all’Olimpico, a dare un’occhiata un po’ allo schermo e un po’ al culo della Patrizia che girava ancheggiando fra i tavoli del pub. Possibile si debba bere sta merda? Dice l’Alfredo scansando il suo boccale verso il centro del tavolo. Effettivamente ste birre artigianali fanno proprio cagare, lo appoggia Romeo che intanto se la ingoia a garganella. E così si procede, stancamente, in una giornata del cazzo perché fuori fa freddo e non lo dovrebbe fare. Finché, ad un certo punto, la butto lì senza pensarci molto: io metterei dentro il vecchio. E scoppia la buriana. Il vecchio se deve toje da li cojoni, dice l’Alfredo. Nun me tuccà er cappitano, urla l’altro. Se deve arrende che c’ha quarant’anni, spara uno che non si sa chi fosse ma passava di lì. E non ci si mette d’accordo come con la birra. Ma intanto il vecchio prende palla sulla trequarti, la telecomanda in area dove fanno un po’ di casino tutti quanti ma alla fine il belga con la faccia da mongoloide la piazza nell’angolino alla sinistra del portiere. È l’apoteosi. Non si è vinto un cazzo ma è l’apoteosi. Tutti si riconciliano, il vecchio non è più un vecchio, la birra non fa più cagare e sembra quasi simpatico anche quel gruppetto di diciottenni che sta al banco con le brache calate e con la faccia di chi del calcio non gliene può importare un cazzo. Che questi forse non lo sanno che quel cavallo basso e la mutanda ben in vista sono il modo che hanno i carcerati di San Quintino per notificare agli altri di essere pronti per un’inculata. O forse lo sanno e sono semplicemente pronti. Ed io non so quale delle due evenienze sia la peggiore. Sta di fatto che la partita termina. I napoletani piangono. I romanisti ridono. Poi, però, usciamo per strada e la via è invasa dai tifosi della Juventus in festa per il quinto scudo consecutivo. Così smettono di sorridere anche gli ultimi fra i sorridenti. Certo che sta birra era proprio una merda, riattacca l’Alfredo. ‘Na merda assoluta, incalza Romeo. Allora io mi rompo il cazzo e decido di svoltare verso casa. E davanti a me il gruppetto di diciottenni ha una camminata strana, che non saremo a San Quintino ma secondo me questi se lo prendono proprio in culo.
PARIS: Tour Eiffel