giovedì 7 gennaio 2016

ASCOLTARE I SADIST PUÒ TORNARE SEMPRE UTILE
Siccome ci sono pochi dolori più grandi del dovere cagare fuori casa, ogni tanto contengo il dolore passando dall’Aldo che c’ha un bar con un buon cesso. E poi l'Aldo è siciliano e c’ha una tecnica tutta sua e tutta sicula per preparare il caffè che io non ho mai capito che cazzo sia ma il risultato è davvero ottimo. Quindi il dover cagare e il suo caffè sono le sole ragioni per cui ogni tanto vado nel suo bar. Ma non solo, aggiungiamoci che mi risulta gradevole pure la sua chiacchierata fatta di slogan sintetici e brillanti. Perché io apprezzo la sintesi quando parlano gli altri. E poi lui sa perfettamente quello che deve fare senza che io glielo debba chiedere. Che mi piace quando la gente ti conosce e sa i tuoi gusti, come quando il tabaccaio ti aspetta al varco con già in mano la tua marca di sigarette preferita o quando qualcuna s’inginocchia per farti un pompino senza che tu ci abbia fatto riferimento prima. Sono cose importanti, gioiose, che rendono l’ambiente familiare, quasi accogliente. E poi fa casa. Solo che a casa tua non inviteresti mai tutte le altre decine di teste di cazzo che alle otto del mattino popolano il bar dell’Aldo. Così tocca sopportare. Ed io non ho voglia di sopportare. Aldo, non verrò più in sto cazzo di locale finché ti ostinerai a fare accedere gli altri. Gli dico. Mentre gli altri, intanto, si ostinano a volersi raccontare qualsiasi stronzata del loro weekend. Ed io non ce la faccio. Provo a non sentire ma sento. E allora preferisco quelli che sembrano aver smesso proprio di vivere. Quelli che entrano e assumono macchiati caldi in silenzio e con lo sguardo perso nella bottiglia vuota del Biancosarti, quelli che restano impassibili anche al cospetto del culo della Silvia che serve ai tavoli e che, in teoria, i morti li potrebbe pure risvegliare. Ma qui siamo di fronte a casi irrisolvibili anche per il culo della Silvia. E allora capisco che è meglio andare a lavorare, che il lavoro almeno ti aiuta a non pensare troppo alle stronzate. A non diventare come questi morti qui. Finisco velocemente l’espresso e faccio per uscire. Ma l’Aldo: e tu Badd, che minchia hai fatto sto weekend? Trasalgo. Che cazzo di colpo basso sarebbe questo? Ma arriva l’illuminazione. Ho ascoltato Hyaena, il nuovo album dei Sadist. E cala il silenzio. Ed io esco di scena gongolando dentro, perché lo so che li ho fottuti tutti.