lunedì 13 luglio 2015

PER COLPA DEI CINESI DOBBIAMO ALLARGARE IL MARE
Il parcheggio della spiaggia arde. E c’è tutta sta sabbia che si infila. Nera. Incandescente. Che scotta le bottiglie abbandonate la sera prima e favorisce l’essicamento delle cagate di cane. Poi un’altra merda, stavolta umana, sbuca fuori da un arbusto rinsecchito e mi chiede il pizzo per lasciare la moto che sennò mi taglia le gomme. Si sfiora la rissa ma lascio stare. Fa troppo caldo e penso che sto paese e queste temperature ce li meritiamo. Che il grande disegno sia che dobbiamo bruciare tutti. Prima la merda umana, però. Prima lui. Che io devo fare il bagno, ora. Due lettini, please, e un ombrellone. Un grande ombrellone. Un enorme ombrellone. Che io sono un visigoto e non posso rosolare come una bistecca americana il 4 luglio. Ecco. E mentre squadro il pezzo di sopra del bikini della cassiera una voce disturba i calcoli che sto facendo su quelle tette che possono essere giusto una quarta. Quattlo lettini e due omblelloni! E chi cazzo è questo qui? Mi domando. E si palesa sto cina con famiglia al seguito. Lui fa proprio schifo. Suda come un maiale, di quelle sudate che non colano ma che restano appiccicate creando una specie di patina tutta unta attorno al corpo del sudatore. E poi c’ha sta grande pancia costretta in una t-shirt con una foglia di maria disegnata. Un cina hippy dev’essere. E dietro c’è sua moglie. Una creatura orrenda. Senza culo. Senza tette. Senza niente. Solo quei vecchi segni di acne sul viso. Una tragedia che porta per mano due mini cinesi che finché sono piccoli sono pure discreti ma noi sappiamo che poi crescono. E la cassiera li serve. Ed io noto che il cina non degna di uno sguardo quelle tette. E non va bene. Forse non ha mai visto tette e non le riconosce. Forse il loro governo lo proibisce. Forse è frocio e la moglie è un uomo e i ragazzini sono adottati. Forse non ci capisco un cazzo io. Ma che cazzo di storia è questa? Me la si spieghi. Cosa cazzo ci fanno i cinesi al mare? Ok i rumeni, ok gli albanesi, ok persino i napoletani e l’odioso figuro del coccobello. Ma i cinesi… non c’è posto per i cinesi. Che se questi si mettono in testa di venire tutti al mare non basterà il mare, diocristo. E su ciò rifletto anche mentre mi spalmo sul lettino e accendo una sigaretta. E poi guardo il mare. E il bel culo di una giovane che mi passa davanti con un microtanga giallo. E poi di nuovo il mare. E poi di nuovo quel culo che adesso affiora ad intermittenza dalle acque. Dovremo allargarlo sto mare. Penso. Si, per colpa dei cinesi dobbiamo allargare il mare.
LONDON: The Millennium Wheel