venerdì 10 luglio 2015

DIO LE CHIESE IL CULO
Forse aveva fatto il classico, poi da lì era passata a giurisprudenza dove s’era pure laureata. Ma, fino ad allora, nessuno sapeva nulla di lei. L’università la frequentava poco, studiava a casa. Qualcuno la incontrava agli esami ma di lei non si notava mai nulla, fatta eccezione per quella specie di bava che le rimaneva sempre sull’angolo della bocca dopo aver sostenuto le prove orali. Era sicuramente per la tensione, si pensava, un po’ come quando Forlani veniva messo sotto torchio a quel processo che estinse i democristi, aggiungeva qualcun altro. Ed in effetti era una tesi che stava in piedi ed era possibile che tutto quello sputo che sembrava Noxzema for extra sensitive skin potesse essere un surrogato del farsela sotto. Ma invece no. Con l’ingresso nel mondo del lavoro si è comprese tutto. Tiziana entrò in un’azienda privata di servizi per la collettività. Una roba grossa. Roba quotata a Piazza Affari. E lì la sua carriera fu rapida se non fulminea. Perché il suo ruolo era quello di dispensare pompini e lei i pompini li faceva talmente bene che arrivò fino ad un incarico dirigenziale. Soltanto che tutti hanno un capo. Anche i dirigenti. Forse pure dio. E quel giorno dio disse che si era rotto il cazzo di tutti quei pompini sempre uguali. Per cui le chiese il culo. Ma in quello lei non andava forte come col suchi suchi. Già c’aveva un culo secco che non sapevi nemmeno da che parte prenderla. E poi c’aveva quella vecchia emorroide che le era venuta mangiando troppo spesso il kebab dal paki all’angolo tra via Salaria e via Po. Per cui, anche se dio tutto sommato ce l’aveva piccolo, quella penetrazione risultò disastrosa. Incompleta. Insoddisfacente per entrambi. E dio dovette licenziare la regina del pompino aziendale per assumere una più giovane segretaria tuttofare che veniva dal mondo di una finanza alta come i suoi glutei tondi. Ma Tiziana non si perse d’animo. I suoi skills l’avrebbero soccorsa. Le nuove regole sulla scuola, la buona scuola, erano un’opportunità da indagare, da cogliere. Sicché la videro andare dal preside del Leopardi e quello, sfigato e gobbo, l’accolse come una madonna chiudendosi la porta dietro di se. Poi, quando quell’uscio si riaprì, spuntò di nuovo la celebre bava di Forlani. Il giorno dopo Tiziana insegnava i classici al liceo e una moltitudine di quindicenni si arrapò per decenni ancora con le sue cosce che spuntavano da sotto la cattedra. Sempre aperte.
MILANO: Galleria Civica d'Arte Moderna