venerdì 2 gennaio 2015

METALLARI NON CI SIAMO NATI, LO SIAMO DIVENTATI
Botti. Lenticchie. Ancora botti. Sciacchetrà. Buon anno. Poche robe al mondo mi spengono i neuroni come una seduta capodannesca ma non importa. Passa. È che poi c’è il giorno dopo che, di norma, è pure peggio. C’è quella mattina in cui senti il vento sibilare mentre sbatte le tapparelle, in cui fuori deve far parecchio freddo ma dentro una robusta botta di cervicale ti impone l’alzata anticipata rispetto ai programmi più ottimistici che prevedevano una sepoltura sotto al piumone almeno fino all’ora della lasagna. E poi c’è quel coglione del vicino che ti canta tu scendi dalle stelle in idioma napocalabretano. Checcristo! Che io mi volevo ascoltare un disco di fiddle e tin whistle che avrebbe fatto proprio al caso di questa mattinata gelida. Ma ora non si può più. Il lamento di quell’idiota letteralmente buca le pareti di calcestruzzi caltagironeschi. Tu scendi dalle stelleeee, tu scendiiii, tuu. Cazzo. Cazzo. Cazzo. Ma come puoi svegliarti al primo dell’anno, con l’emicrania che ti corrode la ragione, incazzato marcio che dovrai tornare a lavorare per pagare anche l’aria che scorreggi e trastullarti con tu scendi dalle stelle? Come si fa? Beneamati, io purtroppo non conosco la risposta ma è chiaro che la lotta deve ricominciare subito. La lotta deve continuare. Quindi cerco tra le mie cose, anzi no, acchiappo a caso sapendo di pescare comunque bene e prendo Killing on Adrenaline. E i Dying Fetus sopprimono immediatamente quella litania del cazzo. Morta. Stecchita. Soffocata. Perché così stanno le cose. Così è. Noi metallari mica ci siamo nati. Noi, a ben pensarci, metallari lo siamo diventati. Ed è la vita che ce lo ha imposto. Che a noi ci serve per resistere.
DYING FETUS
Live @ La Dynamo
Toulouse, France, 25.11.2014