mercoledì 5 febbraio 2014

IL GIOCO DEL GRILLO
Io l’ho capito il gioco del grillo. Perché mica stiamo parlando di un ortottero. Mica stiamo parlando di un coglione come lo vorrebbero far sembrare i suoi rivali. Mica è il grillo brillo che ci vorrebbero far credere quei vermi della stampa o della TV. Certo, stupidotti lo sono la maggior parte dei suoi adepti ma non lui. Lui è un lucido sfanculatore professionista con un disegno ben preciso in mente che potrebbe pure risultare condivisibile. Ed io ho capito che ha in testa un attacco al potere nel solo posto dove esso non si può difendere. Un attacco alle sue interiora dove nessun gorilla di stato potrà mai giungere in difesa. Un attacco alla mente, alla persona, con l’intenzione di farli diventare tutti matti e condurli al manicomio per poi sterilizzarli lì. Tutti. Dai politici ai loro servi di professione. E in questa prima fase della pugna la cosa gli sta pure riuscendo bene. Ed io aggiungo che, in fondo, trovo divertente partecipare a questo gioco perché il politicamente corretto non mi è mai interessato, perché il politicamente è troppo corrotto e perché mi aggrada parecchio l’idea di poter aderire alla distruzione psicologica di questi zeri etici che, tra una chiacchiera e l’altra, in difesa di questa o di quella cattiva causa, non sanno più a che cazzi attaccarsi perché non hanno le doti cerebrali per potersi difendere. Per cui lui alza i toni. E noi pure. E anch’io scendo in ogni arena virtuale alzando toni come se fossero cazzi. Contro. Perché alzare i toni non sta più bene. Se alzi i toni sei un fascista. Se alzi i toni sei un populista. Ma io me ne fotto perché se non alzi i toni vuol dire che sei solo una checca senza tempo messa a pecora in attesa che passi il cane pastore che da Firenze sta giungendo. Ed io non sono un ovino. Per cui ci do dentro anche se che sta cosa non serve a un cazzo. Perché ci sarà pure qualcuno che pensa che possa creare la cultura, la base, il terreno fertile. Ma non io. Io non ci credo. Però mi prendo il piacere di un vaffanculo in più e la goduria di vedere qualche donnaccia sull’orlo di una crisi di nervi o qualcuno che arriverà fino alla porta della neuro. Ma che non serve a un cazzo lo so di mio. Perché potremmo portarne mille al manicomio ma resterà sempre un milleunesimo pezzo di merda che ce lo metterà nel culo. E questa è la sola e vera ragione per cui la mia posizione non vacilla. E rimango della mia idea: si alzino le mani non soltanto i toni.