martedì 26 novembre 2013

VIETATO INTRODURRE MERDA IN GRANDE MADRE RUSSIA
Ieri sera, dopo aver incontrato Putin in piazza della Repubblica, sono tornato a casa e ho fatto un sogno strambo. Anzi, direi un bel sogno, solo che è rimasto tale per poco perché poi è finito tutto in merda. In breve, dopo essere stato ricevuto da quel cazzone di Francesco (5 punti in meno per lui), il dittatore russo si è incontrato pure col suo amichetto del cuore. Baci. Larghi sorrisi. Scambio di omaggi. E poi il pianto. Perché è risaputo che, di questi tempi, il nano si sgomma di continuo la mutanda, un po’ per comprensibili ragioni connesse con la senilità, un po’ perché si aspetta che qualcuno se lo inchiappetti per bene una volta votata la decadenza. Ma io a questa eventualità mica ci credo. Ed è per ciò che, da principio, il mio sogno pareva proprio bello. Quasi erotico. Perché Putin, ad un certo punto, impietosito dal nano dalla lacrima facile, decide di nasconderlo dentro al bagagliaio della sua Lada del 1964 e di portarselo con se fino in Russia. Forse per tenerselo come damo di compagnia. Forse per usarlo come giullare di corte. Non si sa. Fatto sta che sulla Lada il viaggio di rientro è stato lungo e che, nel frattempo, per le strade di Mosca si era sparsa la terrificante notizia. Che mica l’hanno presa bene una faccenda del genere. Affatto. Così sulla piazza Rossa hanno schierato tutta la potenza militare di quella che è stata una grande nazione. Tutta l’Armata Rossa al completo. Ogni rango serrato. E le armi più temibili. Chimiche. Nucleari. Testate enormi come grandi cazzi. Insomma, le porte del Cremlino sono state sigillate. Vietato entrare. Vietato introdurre merda in grande madre Russia! Così i due amanti hanno dovuto abbandonare l’originario intento ed hanno proseguito oltre, hanno superato gli Urali e sono arrivati fino in Siberia per consumare lì il loro grande amore. Che, infatti, la storia termina con l’immagine orrenda di una somma inculata fra bravi froci in una dacia situata nel bel mezzo di un bosco di conifere. Ma non è per ciò che il mio bel sogno ha mutato in fece. No. Il fatto è avvenuto dopo. Quando mi sono svegliato. Proprio mentre pisciavo. Ossia quando mi sono reso conto che qui c’erano rimasti Renzi e Cuperlo.