giovedì 7 novembre 2013

ODORE DI LACRIMOGENO E PUZZA DI MERDA
Ormai avevo organizzato tutto e col cazzo che mi perdevo l’OM a Napoli dopo aver sostenuto la smisurata spesa di un ticket da Champions. Così sono andato. E per fortuna che c’è Italo che costa poco, se ti attrezzi per tempo, e che arriva sempre su dei binari mezzi morti dove non ci sono naps che ti aspettano né sbirri naps che ti cagano. Mi fermo quindi a fare uno spuntino. E un cretino non mi vuole dare una brioche solo perché l’ho chiamata croissant e non cornetto. Lo perdono a stento, solo perché mi sembra così coglione che non credo sappia che cosa sia un croissant. Poi, in tutta tranquillità, m’incammino verso Fuorigrotta che non ci sono mai stato prima ma mi pare che non sia troppo complicato arrivarci. Solo che per attraversare il piazzale della station è un casino. Nessuno si ferma col verde. Nessuno si ferma col rosso. Fortuna che dopo qualche minuto ci pensa il traffico a bloccare tutta la madonna e allora passo. E con una chiave rigo l’Audi di un testa di cazzo che un secondo prima non mi aveva fatto attraversare. C’aveva pure il gagliardetto col somaro, quel somaro, penso, mentre salgo sul bus che mi dovrebbe portare a destinazione perché non mi fido di prendere la metro. E poi chiamo Benoît che loro sono già al San Paolo che sono venuti con la trasferta organizzata. Dicono che tira una brutta aria. I naps hanno aggredito il pullman della squadra. Allora i galantuomini del Virage Sud hanno aggredito i naps. Solo che poi sono arrivati gli sbirri che hanno messo i ferri a un bel po’ dei nostri. E non si fa così. Per cui c’è casino, insomma. Nel frattempo io sono ancora sul bus. Corso Umberto I. L’università. Spaccanapoli. Toledo. I quartieri spagnoli. Che posti di merda. Che degrado. Se i figli di Berlusconi si sentono come ad Auschwitz la gente di queste parti deve sentirsi già bella che cremata. La soluzione finale se la sono fatta da soli qui. Non c’è che dire. Tanto che nemmeno il bus sembra fermarcisi volentieri in mezzo a questa puzza di merda e tira diritto verso Portici, credo, che io scendo prima. E là in fondo scorgo quello stadio che Maradona scuoteva fino al 7° grado della scala Richter. E c’è pure odore di lacrimogeno. Fisso che qualcuno piangerà stasera ma non saremo noi che non abbiamo nulla da perdere. E che nessuno si azzardi a dire che siamo uguali. Stronzi.