martedì 5 novembre 2013

VOGLIO L’APOCALISSE
La disoccupazione aumenta, il deficit pure. Il PIL, invece, diminuisce. E, con esso, il mio cazzo. Intanto Berlusconi non c’è verso di toglierselo dalle balle e il voto su di lui slitta ancora che sembra che in parlamento si siano inventati il moto perpetuo. E sarebbero da Nobel se fosse vero. Ma non lo è. Sono solo i soliti compagni di merende che si tutelano tra di loro. E, poi, ci sono quei coglioni del PD che litigano per la poltrona. Che ci sono solo due possibilità: se vincono i lacchè di D’Alema perderanno di nuovo e continueranno ad averlo in culo. Se, invece, permetteranno di vincere a Renzi, lui finirà per imporsi pure alle politiche ma avremo solo un nuovo giullare su cui farci grasse risate davanti ad una Budweiser. Insomma, la situazione non è rosea. Anzi, non c’è via di uscita. E se un tempo pensavo che la soluzione fosse il passarli per le armi, ultimamente non credo nemmeno più a quello. Non credo più alla rivoluzione. Non credo più a niente. Perché siamo troppo ignoranti per una rivoluzione culturale e siamo troppo codardi per un’iniziativa più incisiva, più violenta, più efficace. Dico ciò perché in questo culo di posto c’è ancora chi ci crede a queste cazzate. Ma mi avete rotto il cazzo pure voi, con le vostre paturnie da blog rivoluzionario. Che sono solo teorie. E merda. Sappiate soltanto che se avete vent’anni forse siete ancora autorizzati a crederci ma sappiate pure che se la rivoluzione la vincerete diventerete dei grandi statisti, forse pure degli eroi, mentre, diversamente, sarete solo dei terroristi. E, siccome il diversamente è assai probabile, valutate l’opportunità di provarci, soprattutto perché la rivoluzione ve l’hanno già fottuta nel momento in cui c’è chi inneggia pure alla Boldrini come al Che Guevara che non ti aspetti. Se non a quella sventola di Vendola. Che non è nemmeno la moglie del Che Guevara che ti aspetti. Perché si, anche la rivoluzione è stata istituzionalizzata e non c’è neanche più uno spirito di classe che possa animare una lotta. I poveri vogliono diventare ricchi. E i ricchi non vogliono divenire poveri. Questi siamo diventati. Nulla di più. E nulla di niente. Per cui andate a fare in culo pure voi, con le vostre rivoluzioni, con le vostre idee che sono feti morti. Io non la voglio più la rivoluzione. Io voglio l’apocalisse.