lunedì 14 ottobre 2013

LI MORITURI TE SALUTANO!
Quel tenente era un gran pezzo di merda. Oltre a questo, non aveva altre doti. Perché era solo un figlio della borghesia romana che stava tentando una carriera militare per vedere di nasconderci dentro la sua umana inefficacia. Ma oltre alla divisa e ai gradi non c’era di più. Era del tutto probabile che non scopasse. Era certo che si masturbasse parecchio nel silenzio solitario della sua stanzetta da ufficiale. Magari sui giornaletti di Tromba sequestrati ai ragazzi. E, a malapena, costruiva frasi comprensibili per chi conoscesse solo l’italiano. Però, ogni mattina, si alzava di un centimetro non appena poteva mettersi la divisa perché quello era il momento in cui si sentiva un po’ di più di quel cazzetto moscio che era. E allora faceva il prepotente. L’autoritario. Ma con quella viscidità ereditata dagli ambienti pariolini che in una caserma lo rendevano una mina vagante ed esplosiva. Ragione per la quale i giorni di punizione si moltiplicavano. E fuori c’era parecchia figa. E per questo noi lo odiavamo di odio vero, puro, potente. Quello era un vero pezzo di merda. E da pezzo di merda andava trattato. Così un giorno che eravamo nelle cucine della mensa ufficiali gli preparammo un bel pranzetto. Che c’è da mangiare? Pasta al tonno. No, io voglio il pesto. Disse. E allora riempimmo una pentola di piscio e gli facemmo le linguine al pesto. Il piscio, però, ci metteva un po’ di più dell’acqua a bollire. Dev’essere perché è salato. E allora rompeva il cazzo di più. Per tenerlo buono gli chiedemmo se di secondo volesse il pollo. Ma no, voleva la cotoletta alla milanese. Così, mentre il cameriere gli serviva il primo, linguine al pesto e al piscio, noi ci adoperammo a battere quelle due cazzo di fettine. Con gli anfibi. Poi il cuoco le panò per bene e le mise a friggere in un olio usato. Le servimmo in tavola con una bella farcitura di insalata, olio, aceto, sputi e catarro. Ma lui gradì. E quando tornò a Roma di certo si sarà vantato di quanto si mangiasse bene alla mensa ufficiali. Lo fanno tutti. Noi, invece, ci siamo fatti delle grasse risate che ricordiamo ancora oggi. Come quando un certo Pompili di Ciampino lo prendeva per il culo ogni volta che lo incontrava. Ave tenentem! Li morituri te salutano! Gli diceva. E quel testa di cazzo sorrideva gonfio come un pavone, del tutto ignaro che il latino fosse un’altra cosa.
EXODUS
Live @ Abril Pro Rock
Recife, Brazil, 21.04.2012
né funerali né sepoltura, ma galloni di piscio si.