lunedì 30 settembre 2013

VOGLIA DI CALIGOLA
Da quando sono a Roma bevo l’acqua Egeria. Perché mi piace e perché mi garba consumare prodotti a km 0, sempre che non siano più cari di quelli a km mille che, altrimenti, m’incazzo e non li compro più. Perché questo succede, come no? Comunque, la storia di Egeria è che era una giovane ninfa che se la faceva con Numa Pompilio da quando il buon Numa era diventato vedovo, e, forse, pure da prima. Era una papi girl del 700 avanti Cristo, insomma. Che poi, quando il vecchio ci la lasciato le cuoia si è ritirata a piangere sull’Appia Antica quelle lacrime frizzantine che ancora adesso ci beviamo. Una cazzata. Ma è la storia che si ripete. Ed è solo una storia un po’ così. Che del periodo dei re non me ne è mai nemmeno importato un cazzo. Come dell’epoca repubblicana. Che io ho sempre prediletto l’impero coi suoi personaggi sanguinari. E il più simpatico, visto che ha inventato il cesso, per me resta Vespasiano. E non si capisce perché la città ora sia piena di gente che piscia contro ai muri. Ma poco importa. Adesso non siamo più un impero ma solo una buridda di gentaglia. Allora, invece, no. C’era gente seria. Augusto, Tiberio. Gente che non solo sapeva amministrare questa cloaca che Marino a malapena riesce a non trascinare nel default, ma che dominava tutte le sue province che, a quei tempi, erano il mondo intero. Senza gli abusi nella pubblica amministrazione. Con i prestiti ai ceti bassi. Eliminando ogni testa di cazzo che pensava a se stesso prima che alla cosa comune. Certo, ci sono stati anche i pazzi furiosi. Come Galba. O Eliogabalo. E il folle più folle di tutti che era Caligola, dice lei che ha una cultura classica. E, in quello stesso istante, compare in video la faccia-spillo triste del più noto agente del non cambiamento italiano. Letta. Ed io mi domando se davvero Caligola fosse un instabile di mente. Uno che coi suoi oppositori era un po’ crudele ma efficace, uno che non faceva larghe intese, uno popolarissimo per le sue elargizioni alla plebe, un abile organizzatore di giochi circensi mentre noi, ora, per vedere un po’ di buon metal ci tocca andare fino in Slovenia. E poi Caligola non era quello che aveva nominato senatore il proprio cavallo? Magari lo avessimo ora. Un cavallo. Un senatore. Un signore sugli scranni. Un Caligola. No. Noi, ora, abbiamo faccia-spillo triste che va ad invocare preghiere da quel leccaculo di Fazio.
HELLYEAH
Live @ Graspop Metal Meeting
Dessel, Belgium, 30.06.2013
SAINT PETERSBURG: The Stock Exchange