lunedì 2 settembre 2013

VIULENZA CHIAMA VIULENZA!
Era appena terminata Juve-Lazio e avevamo ordinato un altro giro di bière du desert giusto per diluire un po’ una serata che, altrimenti, si prospettava una rottura di coglioni. E la partita era stata davvero bella, oserei dire superba, molto divertente, anche se, a ben vedere, sembrava di guardare un gruppo di hiroshimani che avvistavano l’Enola Gay comparire all’orizzonte. Ma era stato del bel calcio. E quel Tevez lì mi fa proprio impazzire. Proprio. Che se ce l’avesse l’OM uno del genere. E medito al gran culo che gli aveva appena fatto. Grosso grosso. Tondo tondo. Sicché, quando il mio degno compare va al cesso ad evacuare le prime birre, io mi metto a girare qualche bacheca qua e là. Giusto per cercare qualcuno da sfottere. E finisco da Lulić. Per caso. E gli rompo i coglioni. Però, nel tempo di tre secondi, il testa di cazzo si sbriga a cancellare il mio post dalla sua bacheca. Mi censura. Il cretino. Che io mi domando che cristo te ne fai di un profilo pubblico se poi non accetti il dissenso. Per cui riprovo a ripostare per comunicargli che è una testa di cazzo. Ma niente. Lulić mi ha taggato come non desiderato. Che merda umana. Penso. E lo dico pure al compare che torna. Mentre su Sky finisce il collegamento con lo stadio e inizia un improbabile telegiornale della notte. Siria. E la bière du desert scende che è un piacere. Poi esco per fumare e c’è una bella arietta settembrina. Mi piace quando volge a sto clima. Me lo godo un po’ e poi rientro. Mentre Pannella bacia Berlusconi e, forse, ci mette pure la lingua. Mi pare pure che il nano gli tocchi il culo a quell’imbecille. Che se è così di certo avrà gradito. E intanto capisco perché la Bonino è nel governo. Agli esteri. E perché la Siria è nella merda più nera e ci resterà. Che, in sintesi, gli USA e la Francia ci andranno. L’Inghilterra e la Germania no. Ma noi, come sempre, rimaniamo nel limbo. Decidiamo di non decidere perché le decisioni sono per persone coi coglioni. E noi abbiamo Letta. E abbiamo Renzi. Che a Genova leccano il culo alla loro gente. Persone antiche che non ci rappresentano e non si rappresentano. Perché sono quattro gatti sterilizzati che aspettano solo una piada al pesto prima di tornare a casa a vedersi il resto della seconda giornata di serie A. Ed io non mi incazzo nemmeno più. Ci rido sopra che devo essere sempre in controtendenza. Ma non sono nemmeno il solo a deviare. Perché poi, in pieno hangover domenicale, dopo aver visto Mandela risorgere un’altra volta, intravedo il papa che arringa la folla. Viulenza chiama viulenza! E, per un attimo sbarello, poi decido di non capirci più un cazzo. Ma qui finisce che il vostro beneamato, dopo decenni di bestemmioni, rischia di morire papista.
ANAAL NATHRAKH
Live at Roskilde Festival 
Roskilde, Denmark, 06.07.2013