lunedì 29 luglio 2013

QUATTRO SNOB DI MERDA E UN MARE DI LAZIALI DEL CAZZO
S’era al mare e quattro stronze ci stavano dietro mostrando tette e culi su teli probabilmente griffati. La sostanza delle carne, però, era tale che né le tette né i culi esposti erano degni d'uno sguardo. E poi non potevo esimermi dall’ascoltare la loro conversazione del cazzo. Diciamolo pure. Mostre. Cultura. Manierismo e maniere di rappresentare le cose. Allestimenti. Erba del vicino che è sempre più verde. E stronzate sparate ad minchiam, a raffica, in sovrapposizione, dette tra una vanteria e l’altra. Ehi! Ma nooo! Parigi è troppo chic! Meglio Il Cairo. Cazzo. E penso alla nostra Paris on t'encule. E che la lumière sarebbe un terreno fertile su cui ste quattro cretine potrebbero poggiare i loro culi intirizziti. Ma no. Loro agognano Il Cairo. Forse sono alla ricerca di fallo Maghreb. Roba che si intosta facile e che non guarda in faccia a nessuno. Nemmeno a quattro vacche che si credono delle intellettuali solo perché leggono l’Internazionale in spiaggia. Che sta sinistra mi fa talmente cagare che, prima o poi, riusciranno a farmi morire di destra. Di estrema destra. Ma, intanto, loro ci pensano. Eccome se ci pensano. Al cazzo Maghreb, dico. E una del gruppo chiede alle altre quale sia stato il posto dove hanno sentito la loro migliore vibrazione. È tra le cosce, penso io. Invece tutte ste stronze se ne escono con improbabili mete arabe. Luoghi dove devono aver preso cazzi a valanga. Cazzi di cammelli. Di dromedari. Forse di gorilla. Ed è così. Ed io mi schifo e me ne vado a fare un bagno. E quando esco dalle acque mi metto a leggere il giornale. Il ferroviere di Santiago de Compostela vorrebbe morire. Sono d’accordo, dovrebbe morire. Ma la giustizia divina non esiste, quella dell’uomo neppure. Ma non posso pensare di essere costretto a respirare la stessa aria di un coglione tanto grande. Cazzo. E poi c’è sta storia, sai-che-novità, del calcioscommesse. E che gente di merda sono i laziali? Ogni capitano che hanno avuto si è calato brache e mutande per trentatré denari. Giordano. Il nano Signori. Adesso Mauri. Che grandi condottieri! C’hanno proprio ragione gli amici romanisti che sono una razza inferiore. Forse non sono nemmeno una razza. Forse, se esistessero ancora quei nazi a cui inneggiano dalla loro curva di merda, non verrebbero ritenuti buoni nemmeno per farci fare due esperimenti a Mengele. Che sarebbero inutili. Che sono feccia. E sono pure troppi. Per ciò che purga che gli darei. Ma giro la pagina. E il PSG ha preso Cavani. Il Monaco Falcao. Noi Payet. I conti non tornano. Ma quelli mai. Per cui vaffanculo. Chiudo la rosea e guardo distante, là sulla spiaggia dei cani, l’unico posto dove ci si diverte.