venerdì 19 luglio 2013

AGOGNANDO UN MONDO DI CARCINOMI INTELLIGENTI
Ma è possibile che tocchi al vostro beneamato parlare di ste cose? È normale che proprio io debba arrivare a spendere due parole sul valore sociale della sigaretta elettronica? Perché ieri, mentre le due facce da culo da talent show (Letta e Franceschini) grondavano sudore e cattivo odore nella difesa a spada tratta di quell’imbecille di Alfano, il governicchio di tutti e di nessuno, ossia il governo dei solo loro, quello che non riesce mai a fare un cazzo di niente ma che ben si adopera per mantenere integro il privilegio della casta, ha approvato l’emendamento che introduce la tassazione della sigaretta elettronica e delle sue ricariche. Ma porcoddio, penso, questo è il primo passo verso l’imposta sull’aria! Soprattutto se si pensa che non saranno gravate solo le ricariche contenenti la nicotina ma pure quelle composte dai soli aromi. È per ciò lampante che, a breve, ci tasseranno come minimo il dopobarba, l’eau de toilette et l’eau de parfum. Il Capucci, il Denim e l’Axe sicuri. Perché, poi, quelli francesi o dei due froci modaioli se li possono comprare solo quelli su cui la lunga mano dell’estorsione di stato non arriva mai. E, magari, ci tasseranno pure gli incensi che compriamo dai vu’ cumprà per allietare le nostre serate. Tanto loro c’hanno la coca, esentasse. E c’hanno pure le troie che non fatturano. Ma noi no. Noi puzzeremo e dovremo trattenere il respiro. E con ciò non voglio dire di essere del tutto convinto sulla bontà della fumata digitale. Anzi, credo che, in fin dei conti, sia un po’ come farsi una sega coi quanti di lana. O che vada bene al posto della sigaretta solo dopo una scopata virtuale. Ma non si era detto che il fumo favoriva l’insorgenza del cancro che tanto grava sulle finanze pubbliche? Non s’era sostenuto ciò per anni al punto che ogni volta che mi compro le Gauloises mi cago sotto leggendo il pacchetto? Ah no. Era una farsa. Anzi, a ben pensarci, quello era solo il punto di vista di quella faccia da culo che con il cancro si è arricchito andando a prendere finanziamenti pure tra le peci dell’ENI. Comunque resta una pensata vergognosa. Che è un atto indegno il fatto che, non appena arriva sul mercato un efficace surrogato del tabacco, sti pezzi di merda si affrettino a tassarlo. E, allora, il discorso si fa semplice. Se la connessione cancro e sigarette non c’è più, se la sanità pubblica non ne risentirà perché, in effetti, essa stessa ha smesso di esistere, allora speriamo che le neoplasie diventino più capaci. Che migliorino in mira. Che io agogno una mutazione del male e sogno un mondo di carcinomi maligni intelligenti. In cui i primi della lista di questi bastardi senza gloria siano proprio quelle merde del PD che hanno avuto questa idea del cazzo. E che il buon tumore sia con loro.
NIŽNIJ NOVGOROD: Kanavinsky Bridge