mercoledì 10 luglio 2013

CHI FERMERÀ LA MUSICA? I RAMMSTEIN
Forse sto invecchiando e mi sono fatto più selettivo. Forse mi sono talmente spinto nel brutale da non riuscire più ad accogliere note diverse. O, forse, mi hanno semplicemente fottuto 60 euro. Ed io propendo per la terza supposizione. Per cui, facendo due conti, i Rammstein sono i secondi tedeschi che mi fottono nel giro di un mese. La prima era stata il ministro, quella che, se fosse stato per me, gli avrei piantato un bel remo nel culo. Dalla parte della pala, ovvio. Ed ora loro. I Rammstein. Tanto attesi alle Capannelle dove nemmeno più i cavalli corrono ma dove ormai relegano i poveri metallari sempre più segregati ai margini della city. Cosa che non dice già per un cazzo bene. Ma il peggio deve venire. Come open act ci viene propinata una merdhouse che, per quanto mi riguarda, era meglio se lasciavano come sottofondo il rombo dei Boeing della Ryan Air che atterravano su Ciampino. E deve essere quella che mi porta tre volte al cesso chimico a pisciare due litri di orina quando ne avevo bevuto solo uno di birra. E al cesso noto che ci sono più stranieri che romani a questo gig. E questo spiega perché qui non viene mai nessuno. E perché ci meritiamo quelle merdette che fanno a piazza del Popolo. Comunque i crucchi alla fine salgono sul palco. Un gran bel palco. E gli effetti speciali cominciano a sprecarsi senza più terminare. E penso da subito che serviranno a nascondere un’assenza di valori, financo di grinta. Ed è così. Lo spettacolo, sia inteso, è eccellente. Ma il concerto è assolutamente mediocre. Non c’è mordente. E va detto. Perché oggi non lo scriverà nessuno. E non c’è metallo. Però c’è della figa. In particolare oltre alle transenne che separano il pubblico dallo stage. Tanta figa. Bella figa. Che balla sculettando come se fosse a Formentera. E penso sia la carne che macelleranno dopo lo show i nostri berliners. Saranno loro. Mentre sulle assi, tra persistenti giochi di fuoco e finte eiaculate alla schiuma da barba, si vive la farsa dell’inculata simulata di Flake da parte di Till Lindemann e la salita di un coglione che comincia a tarantolare come se avesse un covo di zecche tra i peli pubici. Allora Till gli dà fuoco con uno dei suoi lanciafiamme. E fa pure bene. Insomma, approvo. Solo che quel tizio lo spegneranno quelli della security ed è un vero peccato perché quella sarebbe stata la parte più bella dello spettacolo. La più degna. Mentre il resto è solo meglio di quello che sanno fare quelli de le Cirque du Soleil. E pure più economico. Per cui un concerto dei Rammstein diventa un buon posto dove portare i bambini. Che, in effetti, erano presenti in quantità. Ma vi s’è persa traccia della musica.
video
100 secondi di Rammstein alle Capannelle