giovedì 4 luglio 2013

A.A.A. CERCASI GALLINE A CUI TIRARE IL CAZZO
Piazza Taksim è in trionfo. Gli alberi non verranno più tagliati ma gli ayatollah potranno fare come cazzo vorranno perché l’importante era salvare le foglie e non i diritti. Direi, quindi, che ci sono tutti i requisiti per un ingresso dei turchi nell’Unione Europea. Per cui lo si faccia in fretta. E, magari, portiamoci dentro pure quelli di piazza Tahrir, dove si è aperto quell’altro fronte, quello degli imbecilli che sono morti per sfanculare un militare e poi hanno eletto un capo religioso. Ora stanno sfanculando pure il nuovo presidente e sono pronti a morire ancora come un paio di coglioni senza gloria. Ma che nessuno gli dica che non ce ne sono di poteri buoni! O che lo insegni pure a quelle teste di cazzo che da noi riempiono i facebook e i twitter di messaggi di solidarietà ai popoli turco ed egiziano. Perché il quesito che si impone è questo: ma se turchi ed egiziani meritano la vostra stima digitale perché non alzate il culo e non andate pure voi a sfondare il nostro Palazzo? Non si capisce. Applaudiamo alle rivolte degli altri ma poi ci piace restare immobili a prendercelo in culo. E poi è morto pure l’inventore del mouse. Il che significa che il tempo passa e che diventiamo vecchi senza aver mai alzato la testa. Per cui esco. E la strada è piena di mignotte. Rumene. Europa. Rappresentano il solo vantaggio che deriva dall’unione. Ed altre mignotte campeggiano sui muri della città. Tulpa. Il culo della Gerini si sta disintegrando. Ma il nostro cinema erotico no. È rimasto sui bassi livelli di sempre. Stabile. Ed io non l’ho visto e non lo vedrò mai sto film ma presumo che sarà il solito sesso estremo senza sesso. Del sesso senza fallo. Financo senza vagina. Che ci sono da cavalcare i successi delle varie sfumature di grigio che hanno sedotto tante stupide italiane. Ma che nessuno le svegli ste donne! O gli dica che le favole non esistono più. Non a queste latitudini. Non con un Letta per parte e con una Santanché alla camera. Per cui, niente favole. E come lo sanno queste rumene qui che di cinghia è probabile che se ne prendano davvero. Rifletto. E poi penso a quante gliene darei io di cinghiate sul culo alla Santanché. Ma anche no. Che potrebbe pure gradire e poi volermi fare. Ed io con quella merda manco col cazzo. Meglio tagliarselo e tirarlo alle galline. Si si, meglio a loro. Meglio regalarlo a quei becchi adunchi. Per cui galline cercasi. Qua. A Roma.