lunedì 1 luglio 2013

SEPPELLITEMI CON L’I-POD
Esco dal mare e raccolgo due gusci di telline. Poi risalgo sulla spiaggia e c’ho un’idea. Mettergliele sui seni. Ma ha lasciato su il pezzo di sopra del costume (delitto) per cui gliele appoggio sugli occhi. E lei ci ride. Potrebbero servirti per pagare Caronte! Eh si, col cazzo che lo corrompi con due conchiglie di bivalvi! Quello voleva solo monete, possibilmente d’oro. Vecchio bastardo ed avido. Penso. Se lo merita proprio un mestiere di merda come lo psicopompo. E poi rifletto che io, in linea di principio, di Caronte me ne potrei pure fottere. Che mica me ne importa un cazzo di fare quel viaggio con lui attraverso l’Acheronte. Che so nuotare io. E pure bene. Per cui posso farla da solo quella traversata e che se ne vada a fare in culo, lui e la sua barca di merda. Vaffanculo! E poi non sono nemmeno troppo certo di poter essere interessato a finire sull’altra sponda. Ma vabbè. Questo lo vedremo quando sarà il momento. Valuteremo ogni opportunità. Comunque ci sono un po’ di cose che, invece, devo comunicare ai posteri. Cosucce che dovreste mettermi nella bara quando sarò morto. Sempre che risulti effettivamente impossibile cremarmi perché ho l’impressione di non essere più molto combustibile. Ma torniamo a bomba. Nella mia bara metteteci qualche panino col salame. Quello con il lardo grosso e non cotto. Voglio pure delle patatine fritte. Quelle di mia mamma. E non me ne frega un cazzo se si raffreddano. Mettetecele e basta. Senza salse. E poi vorrei un thermos. Con del tè. Magari tè verde. E una cassa di Beck’s ghiacciate. Se trovate la Grolsch è pure meglio. Se ci mettete una stout meriterete il paradiso per l’eternità (cazzi vostri). Poi vorrei del fumo. Del Black Bomb è preferibile perché l’erba qualche volta mi fa fare dei brutti viaggi e di brutto viaggio ce n’ho già uno da fare. E, poi, non dimenticatevi le sigarette. Tante. Gauloises. Blu. Che chi se ne fotte sei mi viene il cancro? Sono già morto e, quindi, potrò fumare come un turco. Come un turco morto. Infine, anche se dove devo andare non farà molto freddo, vorrei pure quel maglione di lana che indossava mio padre quando venne a prendermi all’ospedale tanti anni fa. È ancora buono. E sa di buono. Sta nell’anta centrale dell’armadio. Al secondo ripiano. Ha la cerniera. E poi l’i-Pod cazzo! Stavo per dimenticarlo. Metteteci l’i-Pod. E che nessuno si azzardi a modificare la playlist che la vostra musica di merda non mi interessa. Lasciatelo così come lo trovate. Però aggiungeteci l’ultimo disco degli Obituary. Perché è evidente che il giorno del mio trapasso ne faranno uscire uno. È evidente.
TURBONEGRO
Live @ Hellfest 2012
Clisson, France, 15.06.2012
MOSCOW: Lomonosov State University