lunedì 17 giugno 2013

QUALCUNO C’HA UN PO’ DI PESTE?
Che weekend di merda potenziale poteva essere. Con quei cazzo di potato-potato che hanno rotto i coglioni ininterrottamente per due giorni a qualsiasi ora. Senza sosta. Meno male che c’avevo Martina a prendersi cura di me. Altrimenti avrei rischiato la fine di D-Fens in Un giorno di ordinaria follia. E meno male che con sto caldo becero qualcuno sta cominciando a liquefarsi. Ma non basta ancora per anestetizzarli tutti. L’anticiclone può fare di meglio. Deve fare di più. Anche perché Roma è sempre viva. O sempre morta. Dipende sempre dalla prospettiva da cui la si guarda. Ed io visiono tutto con lo spirito del grande architetto e sento soltanto l’acre fetore della morte. Perché non è vita il gay pride e non lo sono quei testa di cazzo che si credono Capitain America soltanto perché c’hanno una moto da qualche decina di migliaia di euro sotto al buco del culo. Con la mono-manovella che invoca pietà alle bielle, per giunta. Ma non lo sanno che il potato è soltanto un grave errore di ingegneria meccanica? Non lo sanno che non si può essere anticonformisti usando una bicilindrica degli anni 60? E poi che pena vederli sfilare in parata a San Pietro. Peter Fonda e Jack Nicholson col cazzo che ci sarebbero andati. Per loro c’erano soltanto donne e bordelli, acido ed erba. Messico e New Orleans. Ste teste di cazzo, invece, tutti in fila a scorreggiare ottani davanti ad un gesuita. Io me la ricordavo diversa la vita. Ecco perché ci vorrebbe un po’ di peste. Come nei secoli scorsi. Come nel medioevo. Come dice Focus. E Martina mi fa notare che la peste era un favoloso spazzino naturale per quei tempi. Ha studi classici lei. E le sa tutte. Ed io sta cosa della peste la trovo davvero figa. Mi appassiona. Ed è un vero peccato che non se ne trovi più. Di peste. Che qui nessuno ramazza più niente. Per cui ci vorrebbe proprio un po’ di peste. E che nessuno si permetta di obiettare che la peste uccideva solo la povera gente. Ma lo avete mai letto Edgar Allan Poe? La maschera della morte rossa? Re peste? Quella strizzava le palle a tutti. Non distingueva casta. Non distingueva sesso. Faceva morte e basta. E la faceva pure in fretta. E questo serve. Qui ed ora. Peste. Pulizia. Questo è ripulire Roma. Peste. Ce ne vorrebbe uno spacciatore di peste. Ma forse è per questo che abbiamo un nuovo sindaco dottore. Forse si. Ah Marino! Daje! Portace la peste! Altrimenti vaffanculo. E torna a trapiantare fegati ai babbuini. Che io stasera c’ho da andare a vedere gli Slayer. Ed Hanneman non c’è più. E anche questo non va per un cazzo bene.