mercoledì 5 giugno 2013

LE IENE, I LAMA, LA GUERRA
Ci avevo sperato senza concretamente crederci. Ed ora devo riconoscermi che avevo fatto proprio male a sperarci ma che ero abbondantemente nel giusto quando non ci confidavo. Ebbene si, il vostro beneamato vi sta confessando di aver ritenuto che il grillismo potesse essere in qualche maniera efficace per radere al suolo un palazzo pieno di merda. Non per sistemare le cose in questo paese, intendiamoci, per quello sarebbero serviti e servono interi eserciti di esorcisti ben armati o, meglio, di eserciti e basta. Ma io mi sarei accontentato di evitare il dolore, il sangue, la morte che, presto o tardi, una situazione del genere determinerà. E, forse, sarebbe stato possibile se i pentastellati fossero riusciti a liberarci da un bel po’ di quelle facce da cazzo che ogni sera ci tocca vedere alla televisione intervistate da qualche zerbino del potere. Che poi, per onore della cronaca, si deve anche dire che grilli e grilletti vari non ci sono andati troppo lontani da questo mio disegno fantasiosissimo. La nomenclatura per un bel po’ di settimane ha barcollato come traballerebbe il mio fallo nel corpo di Jessica Rizzo. Ha stretto il culo, insomma. Ma pure i denti. E, alla fine, niente. L’avidità del potere a tutti i costi è stata la matta che si sono giocati inaspettatamente. Gli oligarchi si sono ricompattati trovando amicizie sorprendenti ma non inattese visto che fra pezzi di merda, in fin dei conti, ci si intende sempre. E i grillini? Quelli non sanno fare un cazzo. C’è una ragione se la maggior parte di loro non sono mai riusciti in niente nella vita. Non sono le migliori menti della nostra generazione. Scordatevelo. Quelle fuggono all’estero. E tener lì dentro ste persone è come chiedere di fare la mignotta ad una tredicenne che non ne ha ancora appreso l’arte. Insomma, se lo piglieranno in culo. Alcuni di loro, poi, si venderanno al migliore offerente, gli altri si adageranno sui bassi ritmi della politica nazionale, quella che comincia a lavorare il martedì pomeriggio e termina il giovedì sera. Quella che riesce a fare, quando ci riesce, soltanto una cosa per volta. Perché due son troppe e non ce la fanno. Perché sono troppo pochi evidentemente. Provate a chiederglielo. L’IMU? Dopo, prima c’è l’IVA. La legge elettorale? Dopo, prima c’è l’IMU. Il taglio dei costi della politica? Dopo, prima c’è la legge elettorale. E il lavoro? Quello mai. Non se ne parla. E l’evasione fiscale? Ah ah ah! Su quella ti ridono proprio in faccia come delle iene del Serengeti e a te non resta che fare il lama del Machu Pichu. Perché non c’è nulla che possa disintegrare questa spirale che hanno sapientemente generato. Niente. Tranne la soluzione estrema. Quella che tutti noi non avremmo voluto. Di cui io non so definire né i tempi né i modi. Ma me la sono prefigurata una notte. E sarà inevitabile. Ci sarà la guerra.
HATE ETERNAL
Live In Montreal
Canada, 16-11-2003