mercoledì 22 maggio 2013

PIEDI, HOGAN ED EIACULAZIONI ALBERINE
M’ha sempre divertito osservare i piedi della gente senza guardare la gente. Come se ci fosse un mondo sotterraneo che vive parallelamente al mondo superiore. In senso lato, s’intende, perché non è che la gente sia sto granché per cui anche un piede, di norma, finisce per farci una porca figura. Ed io mi ci diverto. Salgo sulla metro, mi siedo, abbasso lo sguardo e gioco ad immaginarmi che aspetto abbia il proprietario di un piede che mi incuriosisce. E devo dire che qualche volta ci azzecco. Di più con le donne, ma pure con gli uomini non me la cavo male. Del resto è facile. Che se vedo una mocassa indossata senza calzino non posso sbagliare a pensare che nella parte sovrastante risieda un bel pezzo di coglione. Ma il gioco mi appassiona anche se non vinco perché scopro che, spesso, i piedi sono più intelligenti dei loro padroni. Forse perché si muovono in automatico visto che non è che la gente convoglia neuroni sui piedi. Per cui loro hanno una vita propria. E si comportano meglio. Sono più eleganti. Socializzano. Si sfiorano. Si toccano. Credo che abbiano pure una loro sessualità. Forse per questo c’è chi ce l’ha più grosso. Il piede. Penso. Finché non ne vedo uno che mi raccapriccia. Brutto. Piatto. Sgraziato. E sono pure certo che emana un pessimo odore. Calza una Della Valle coi controcazzi. E forse è per questo. Che Della Valle andrebbe soppresso solo perché si è inventato le Hogan da donna. Fatto sta che lui pure c’ha una specie di tacco gommato. E m'immagino un Silvio. Ma il nano col cazzo che prenderebbe la metro. Per cui non risolvo il rebus. Forse è un maniaco. Forse è semplicemente un cretino che si è sbagliato a mettere le scarpe della moglie. Ma no. Sono troppo grandi per essere da donna, quelle merde di Hogan. Per cui devo guardarlo. Come con le soluzioni delle parole crociate. È un cinquantenne. Baffo degno. Capelli bianchi ma ancora tutti. Dignitoso. Senza corrispondenza col piede. Sembrerebbe. Ma c’ha sto foulard al collo che lo fa sembrare un bacio perugina. Allora si. É un coglione. Non occorrono prove ulteriori. Scendo. Salgo la scala mobile e vado verso casa. I piedi diventano culi e l’aria è pregna di sperma vegetale. Passeggiando stabilirò che gli alberi eiaculano il loro piacere primaverile perché sono felici di non avere scarpe.
Don Andrea Gallo 
(Genova, 18 luglio 1928 – Genova, 22 maggio 2013)
ciao partigiano!