martedì 2 aprile 2013

SE CI INVADESSERO I CINESI SAPREMMO DI FRITTO
Au revoir maman. Hé! Garçon, soin de toi… qu'il peut être pire que cela va... io le strizzo un occhiolino come se fosse tutto a posto e poi la bacio. Però non capisco proprio cosa possa esserci di peggio di questo nulla. Ma forse c’è. Perché sono ancora pivello e i livelli della sofferenza devono essere troppi perché io possa vantare di averli già frequentati tutti. Già. Per cui a questo penso mentre esco di casa che c’è Benoit che mi aspetta per accompagnarmi all’aeroporto con la sua cazzo di Peugeot 205 che c’avrà vent’anni ma funziona ancora. Vie de merde, c’est vrai? Domanda vedendomi evidentemente assorto. Ma Benoit resta senza una risposta perché mi rode il culo e non mi va di dire nulla. Cosa che gli fa alzare il volume del cazzo di disco di Slash che ha appeno messo su. E poi procediamo verso lo stagno di Bages-Sigean che anche lui, con le sue erbe molli e tristi, mi rattrista un bel po’. Mi annienta di malinconia. Prima. E di malevolenza. Poi. Al punto che, appena giunto alle partenze, esco dalla 205 quasi senza salutare l’amico chaffeur. Finché non mi rendo conto che sono un stronzo e torno sui miei passi. Ci passiamo il cinque come a 16 anni e poi m’incammino verso il check. E la vista dell’aereo in pista mi affranca un po’ da tutto sto spleen. Anche perché ho prenotato sulla CCM Airlines che ha sti Airbus 320 che mi piacciono un casino. E poi mi sono meritato un finestrino. E la hostess che mi sorride è pure una figa sorprendente. Una moretta coi capelli raccolti in uno chignon, belle gambe, caviglie sottili. Si può decollare. E mentre passiamo sulla Corsica mangio un cornetto Algida offerto dalla CCM e guardo giù verso quelle guglie di roccia acuminata, domandandomi che effetto farebbe a sbatterci sopra a 0,78 Mach e poi finire con una guglia infilata dritta nel duodeno. Ma poi penso che con la mia sfiga me ne finirebbe una nel culo, di guglia, sicuro. Per cui desisto. Fanculo le guglie e vado avanti. Finché l’Airbus non arriva a Fiumicino. Rulla. Io scendo. A Roma piove. Ma c’è lo stesso una bella puzza di merda. Che tutto il primo mondo ha ormai lo stesso olezzo. Per cui rifletto che ci vorrebbe un invasore. Magari cinese. Perché se ci invadessero i cinesi almeno sapremmo di fritto. Giusto per cambiare un po’.