martedì 19 febbraio 2013

CRUMIRI, ORANGHI E BEPPI GRILLI
Aspettavo il bus. Ma c’era sciopero. E un freddo cane. E quel gelo mi faceva mal tollerare una protesta che, però, aveva tutte le sue ragioni. Per cui mi sorprendo ad apprezzare pure il crumiro che passa sempre in questi casi. Che è il crumiro quello che ti salva la vita, fottendosene di non avere un rinnovo contrattuale da tempi matusalemmici. Perché è ricco di famiglia e guida l’autobus solo per passione. E forse, un giorno, ci farà pure la Dakar con il suo cazzo di 45. Fatto sta che, alla fine, riesco a prendere il mezzo. Salgo su e una specie di orango mi si avvicina subito. E suda. Ci sono tre gradi ma lui suda. E non si è mai capito perché sti matti sono spesso adiposi e sempre sudaticci. Misteri antropologici irrisolti. Comunque il peggio deve ancora avvenire. Infatti dopo un po’, senza smettere di sudare, il matto si mette pure a sbraitare. Vota Grillo! Vota Grillo! Vota Grillo! E nessuno reagisce. Nessuno interagisce. Tutti si palesano morti. Lo sono. Pure la sedicenne emo che dovrebbe essere tutto un ormone alla sua età. E a questo penso mentre mi volto a studiare meglio il quadrumane. Che effettivamente il Lombroso non lo avrebbe mica salvato. Però una favella in viso gli si accende ancora. In fondo sembra più vegeto degli altri astanti. Vota Grillo! Vota Grillo! E poi mi domanda chi voto io. Un cazzo. Un cazzo? Ho smarrito la strada per l’urna da anni. Si stupisce. E mi chiede dove stia il mio seggio. Vuole indicarmi la via. E lo stradario, in effetti, lo sa. E vota Grillo! Strilla ancora una volta. Che, se non altro, ci sarà qualche centinaio di pezzi di merda che gli fotteranno la cadrega da sotto al culo. Ed effettivamente non avevo mai pensato alla questione sotto a sto punto di vista. Forse il pazzo c’ha ragione. Sarebbe un scherzo mica male da tirare a quelle merde. Penso. Mentre immagino la crème della prima, della seconda e dell’ennesima repubblica che zappa l’orto per sopravvivere. Rape, patate, finocchi. E sogno ex deputati in coda all’ufficio di collocamento. Ex senatori con contratti a progetto in scadenza. Ex sottosegretari in cassa integrazione. Ex viceministri alle mense della Caritas. Ex portaborse al bar intenti a leccare i culi di quelli che svuotano le macchinette del videopoker. E poi eiaculo. Lì. Sul 45.
LISBONA: Canhão do Castelo de S. Jorge