giovedì 31 gennaio 2013

UN’ANOSMIA PASSEGGERA
C’è sto tizio. Aldo. Probabilmente un bell’uomo anche se non dovrei dirlo io. Ma, se ho capito qualcosa sul metro di giudizio di una femmina media, oserei dire che è proprio un figo. E poi è intelligente, colto. E, non a caso, è un collega con cui vado fuori a cena. E nel ristorante ci sono le pappardelle ai funghi porcini. Per me. Al cinghiale. Per lui. E le divoriamo con discreto appetito. Poi evitiamo accuratamente di farci un secondo di analità bovina o suina e ci scagliamo con foga su dell’abbacchio scottadito. E sul vino. Rosso. Corposo. Non so di che cazzo di cantina. E nemmeno la sua provenienza. Ma buono. Talmente buono che ne stiamo ingollando ad ettolitri quando entra un’altra collega. In fondo solo una stronza ma un figa a cui vale sempre la pena di battere il pezzo per un ultimo tentativo di redenzione. In realtà, io confesso che passerei. Ma Aldo no. Non lo fa. La fa accomodare tra di noi e comincia ad intonarle il suo canto del gallo. Solo che lei non fa una piega. Non muove gli occhi. Non scrolla i capelli. Non ritorce le caviglie. Ce l’hanno nel culo, penso. Lei perché, forse, è morta. Lui perché non pescherà mai l’asso di spade dal mezzo del mazzo di carte. Ma invece no. Inaspettatamente Aldo cala una matta. La giocata a sorpresa. E vedo che comincia a sfiorarle i polsi, poi il braccio intero. Con le mani. Coi polpastrelli. E la carezza ovunque. E lei dapprima si ritrae. Ehi! Che fai? Ah, no, scusami, è che sono anosmico. Ano che? È che non sento gli odori e quindi uso il tatto per creare una contiguità. Ah! Dice lei. E che paraculo, penso io. Perché la cosa sembra pure funzionare. E quindi gli lascio la femmina. Ma pure il conto. Salgo in auto e, quando arrivo presso casa, incontro la Gina sotto al portone. Le tocco subito il culo. Dai… non qui, per favore. Sono anosmico, tesoro, sto solo costruendo un contatto alternativo. E lei non capisce di sicuro ma, quando la prendo per mano, si fa accompagnare su. E in ascensore mi mette un palmo di lingua in bocca. L’anosmia funziona. Ed io sento l’odore della sua fica che arde.
NEW YORK: The Brooklyn Bridge