giovedì 17 gennaio 2013

ZUCCHERATEMI IL BIJOU! 
Il mio disprezzo per la casta è noto. Quello per il nerosindaco pure di più. Però stavolta tocca assegnare un punto al nigga de noantri perché il suo sbroccare su Twitter mi ha fatto quasi simpatia. Perché bisogna finirla con le commedie recitate dalle marionette televisive che in questo periodo popolano oltre maniera i nostri schermi al plasma. E perché il politicamente scorretto mi arrapa parecchio, tanto sono stomacato e sconcertato dal torpore e dal falso perbenismo di questa politica trigonometrica. Per cui viva Alemanno! Che per una volta, tappandosi il naso e pure il buco del culo, si può anche dire. E auspichiamo che sia l’ultima perché, comunque, il personaggio è di quelli da dimenticare al più presto. Velocemente. Ma il suo “salatemi sto cazzo!” (parafrasi personale del sottoscritto alle riportate dichiarazioni del soggetto) merita proprio il famoso punto che, tuttavia, non lo risolleva di un centimetro dal fondo del pozzo dei numeri relativi in cui si è andato a immerdare dalla nascita. Anche perché, poi, c’è un “anche se”. Perché con sta gente gli “anche se” ci sono sempre. E codesto cretino, che se lo dice lui lo posso dire pure io, non si rende conto che un pisello salato potrebbe risultare poco gradito pure alle masse bovine cui si rivolge. Perché il fallo salmastro non credo richiami l’Egeo ma, più probabilmente, un cesso. E una molto precaria pulizia. Cosa che non mi stupisce affatto, questa ultima. Ma che mi sorprende per l’evidente errore di comunicazione che un politico di basso livello nazionale come lui non dovrebbe fare. Insomma, uno “zuccheratemi il cazzo!” ci stava di più. Magari paventando l’uso di nutella. O di yogurt. Che avrebbero reso il pompino più appetibile e più certo. Perché nella vita si deve sempre rimanere centrati sull’obiettivo, non si devono perdere di vista i target. Quindi no. Non ci siamo nemmeno stavolta. Il punto resta ma è un mezzo punto che non vale niente. Perché il pompino non ci sarà. E la neve non arriverà. Che, poi, non sarebbe servita a un cazzo perché il Campidoglio sta troppo in alto per le lusinghe di un’auspicata slavina.


VENEZIA: Canal Grande