martedì 30 aprile 2013

SIAMO UNO SCHIZZO DI MERDA MORTA
Così Letta va in Germania. Ma non è mica per trombarsi le Kessler. E nemmeno per un tête-à-tête con Heidi Klum che lo sbriciolerebbe fra le sue cosce al plastico. Purtroppo per lui, non è per ciò. Così io mi sento pervaso dall’amarezza del servo, trovando indegno che la prima iniziativa di un capo di stato sia una visitina fin lassù. Che nel migliore dei casi vuol dire che viviamo in un paese a sovranità limitata, nel peggiore che siamo dei leccaculo senza pari. Gli inglesi col cazzo che farebbero una cosa del genere! Ma noi si. La facciamo. E, schiavi dell’Europa, sciogliamo la briglia ad una lingua su cui deve essere rimasta ben poca papilla gustativa. Così la penso. Sarà che il giogo non mi è mai piaciuto. O che, tantomeno, mi garba fare il coglione. E questa Europa mi sembra tanto l’A7 nel suo tratto discendente. Che da Assago a Serravalle è una rottura di cazzo smisurata ma, poi, per arrivare da lì a Genova diventa la strada più bella del mondo. Un orgasmo di catrame. Soprattutto se la fai in moto. Soprattutto se non sei milanese. Perché su quel tratto, tra quei saliscendi che sembrano quelli di Laguna Secca, per quelle curve coi raggi di curvatura tutti sbagliati, ogni domenica mattina ci si stampa un bauscia. Uno di quelli che vorrebbe farsi uno Spritz al mare per poi tornare a San Babila all’ora di pranzo con un bel carico di adrenalina da spendere. Ma vorrebbe. Perché mica tutti ce la fanno. E la realtà è che partono sempre in un folto gruppo ma che ne tornano sempre di meno. Erodendo quel mucchio selvaggio che di norma è capeggiato da qualcuno con le palle e che sulle due ruote ci sa andare. E, poi, tutti gli altri dietro, cercando di emulare il Vale Rossi. Ma Vale Rossi loro non sono e il ritmo del capofila la sanno tenere in pochi. Così qualcuno te lo ritrovi fossile sull’asfalto. Che lo sporca pure tutto. Di sangue. Di rara materia cerebrale. Di ossa. E, se c’hai culo, quando passi tu c’hanno appena posato un lenzuolo sopra ma la scena fa sempre il suo effetto. Anche se, in definitiva, si celebra solo la morte di qualche coglione che non sa cogliere i suoi limiti. Ma sempre raccapriccio fa, almeno per qualche tornante successivo. Poi te la scordi e pensi che questa è una metafora dell’Europa. Che l’Unione è la Serravalle-Genova, che il gruppo lo tira la Germania e che noi siamo il coglione sull’asfalto. Lo schizzo di merda morta.