martedì 18 dicembre 2012

DRESS CODE PER IL MIO FUNERALE
Come premesso, eccoci al dress code per il mio funerale.
Ovviamente tutto ruota attorno al nero perché quello è il colore del lutto, perché sfina i bisognosi e perché nel nero tutti i colori trovano un accordo. Ma partiamo dagli uomini che sono di certo i più carenti in fatto di gusto. Io vi voglio con l’abito. E lo voglio nero o grigio scurissimo. Evitate il blu che mi sta sul cazzo. Evitate i papillons che vi fanno la faccia da coglioni. Mettete la cravatta, tanto è inverno e non suderete troppo. Ma, chiaramente, anch’essa che sia nera. Perché desidero il rispetto che si deve ad una salma illustre come la mia. Per cui evitate jeans e scarpe da ginnastica, evitate sandali, ciabatte, infradito, bermuda e pinocchietti, camice hawaiane, collane da frocio e tutti sti cazzi da burino. Per quanto riguarda la camicia potete derogare dal nero. Meglio sarebbe se fosse bianca ma, se proprio non ne avete una, si evitino almeno i colori pastello, le fantasie, i righini e i quadrettini. Evitate poi quelle robe da trucidi marci quali spencer e stivali che sembrano avere una vita propria. E se avete tatuaggi da tamarri bruciatevi la parte disegnata con dell’acido muriatico. Per quanto riguarda l’intimo basta che vi mettiate le mutande. Se riuscite a trovarne un paio non sgommate sarebbe sicuramente più dignitoso per tutti. Per i vivi e per l’illustre cadavere. Ah! I calzini lunghi. E scuri. E veniamo alle donne. Per le esclusioni vale quanto sopra però voi potete anche non mettere le mutande. Anche se, in fin dei conti, se non vi volete gelare il culo un perizomino sotto è sempre un bel vedere. Per cui ve lo consiglio. Per il resto, sono morto ma, per il bene che mi avete voluto quando sono stato in vita, provate per un’ultima volta a farmi resuscitare. Quindi la funzione erotica dell'abbigliamento e la sua appetibilità sessuale sono fondamentali. Diciamo che provocazione ed esibizionismi sono ben graditi. E il feticismo pure ma solo se di buon gusto. A me piacerebbe se interverrete con il vecchio e storico tubino nero. E con le calze velate. 15 denari e non di più che, se per Gesù Cristo di denari ne sono bastati 30, io non ne valgo più della metà. Vanno bene anche le calze a rete. Evitate le calze con la riga che non mi arrapano. Voglio i capelli sciolti. E voglio che profumino di vaniglia. Se avete qualche accessorio rosso mi potrebbe piacere. Scarpe, bracciali, collane. Mettete gonne e non pantaloni. Non tentate di mascolinizzarvi che non lo reggo. E, in genere, vorrei tacchi non inferiori al 12, che le calze siano autoreggenti e le scollature ampie perché, poi, dovremmo pure cercare di ammazzare il prete sull’altare. E solo voi potete farlo morire d’infarto prima che mi faccia l’estrema unzione al cazzo.