lunedì 10 dicembre 2012


ENTOMBED - CLANDESTINE 
Il natale incipiente mi angoscia come l’esercito nazista alle porte di Stalingrado. E mi ha sempre inquietato a dire il vero. Ma stavolta di più. Che, poi, non è che sia la festività in se ad tormentarmi. Lei non c’entra un cazzo. Sia chiaro. Chi mi mette ansia, in realtà, sono le persone. Che a natale diventano tutti un po’ più coglioni. E quest’anno è peggio. Perché c’è la crisi. E il natale è povero. E i negozi sono vuoti. E i bottegai stanno sulla porta del negozio a salutarti con grandi sorrisi. Che non c’hanno un cazzo da fare. Nulla da vendere. Niente da evadere. Io compro le solite bottiglie di vino. Aglianico del Vulture, Cabernet Sauvignon, Chianti classico. Che coi parens faccio sempre così perché non c’è niente di meglio che scolarsi una buona bottiglia di vino. E non sarebbe male nemmeno la Passerina del frusinate come regalo. Ma a me quella passerina non piace. Per cui la lascio sulla scaffale. E la ragazza comincia a fare le scatole. Brava. Con quelle mani affusolate e tenere che devono maneggiare cazzi con una dovizia senza pari. Che mi metto a fantasticarci su. Poi mi accompagna alla cassa e, mentre vado di bancomat, mani di fata mi saluta e torna in cantina. Ne seguo il culo giù per la scala per un po’. Poi esco. Sulla porta c’è il proprietario che misura la crisi. Monti si sta per togliere dal cazzo. La crisi resta. Certa come le tasse e la morte. Ed io l’IMU lo pagherò in settimana. Mentre, per esorcizzare la morte, torno a casa e metto gli Entombed. Che, a dire il vero, sono sempre stato un americanista in fatto di metallo. Soprattutto di death metal. Ma Left Hand Path e questo Clandestine sono due perle che posizionano sti ragazzi di Stoccolma tra i migliori docenti del genere. E questo album è il lavoro della consapevolezza dopo la devastante innocenza di Left. È perfettamente raffinato. È un esempio accademico di death della prima era. Suono oscuro e tenebroso, a tratti sincopato e cinico ma sempre possente. Ineccepibile per come è suonato. Insomma, è il disco giusto per esorcizzare questo disgusto domenicale in cui anche l’OM perde 3 a 0 in casa. Che se non ci fossero gli Entombed i porcoddio partirebbero in automatico. Invece no. Entombed. Qui