lunedì 19 novembre 2012



URTIKARIA ANAL - DIVINE DEPRAVATION
Ho fatto amicizia con la vecchia sul piano. O, meglio, lei ha fatto amicizia con me. Io mi ci sono adattato. E non è mica chiaro come ciò sia potuto accadere. Perché, in fondo, siamo in tre sullo stesso pianerottolo e siamo tutti e tre teste di cazzo in ugual misura. C’è lo studente universitario che ogni sera ne porta a casa una diversa. E c’è quel trentenne solitario e cupo perché non riesce ancora a capacitarsi del fatto che la moglie si stesse facendo un bagnetto nella vasca coniugale col suo migliore amico. E poi ci sono io. E, tra tutti, la vecchia ha scelto me. Non si spiega. Però mi porta sempre la pasta e fagioli quando la fa. Cosa che gradisco. Soprattutto se poi dormo da solo. Per cui, alla fine, mi riesce pure simpatica la signora. E allora le faccio dei favori. Anche se lei non me li chiede, io glieli faccio lo stesso. Ma cazzo però. Una cosa non si tollera. Che non ci si può svegliare alla domenica mattina che suona le messa alla TV. Cazzo che no! Che uno già si è bevuto o fumato qualcosa di troppo la sera prima. E papaRatzi che ti entra in camera all’alba non si sopporta. Come il coro di eunuchi che canta quel canto che mette angoscia. No. Ma, ormai, sono sveglio. E bisogna contrapporre qualcosa alle sonorità della vecchia. Così metto lo stereo sul 32 e ci butto dento questi Urtikaria. Che suonano di merda ma l’idea è buona. ¡Viva México, Cabrones! E mi entra subito in circolo. Come il Bacardi della sera prima. Grunf! Grunf! Grunf! Decido di postarli pure su FB ma 24 ore dopo nessuno ha ancora fatto un mi piace. E mi dispiace. Ma il mondo non è ancora pronto per gli Urtikaria. Deve ancora crescere. Il mondo crede ancora che la soluzione migliore sia quel testa di cazzo di Renzi. Io no. Non appartengo più a sto mondo. Sono dell’altro mondo. E vai col gore. E voi dite quel che cazzo volete. Ma mi divertono un casino sti messicani. Prendete qui