giovedì 15 novembre 2012



IL BIONDO TEVERE FARÀ LA RIVOLUZIONE
La Cgil condanna. La ministro dell’interno, quella senza un braccio, condanna. Anzi, esprime la sua “più ferma condanna”. Lo sbirro coniglio, invece, quello che manganella alle spalle come il peggiore dei vigliacchi non lo biasima nessuno. Perché siamo diventati noi stessi dei codardi. Un paese di fifoni rottinculo. E bisogna andare su un sito di ultras per saperne qualcosa di più. Che nessuno “condivide” sta roba, nessuno la “riposta”. Mentre se un gatto scorreggia in bocca a un cane che dorme, quello si che lo “condivide” chiunque. E il gatto farà il giro del globo e del web in un battibaleno. E, poi, sulle prime pagine di ogni media ci si sbizzarrisce per le violenze in Siria, manco il nostro stato non facesse le medesime cose. O per la piena del Tevere. Che nessuno pensa che, tutto sommato, non ce ne frega un cazzo del fiume biondo. Perché è un problema minore in un paese che passa per il manganello i suoi giovani dopo avergli precluso un futuro. Che sono robe argentine queste, robe da Videla o da quel porcoddio di sindaco che, dopo una vita passata al soldo del fascio, si stupisce ora per due sputi e quattro fischi fatti davanti ad una Sinagoga. Che gli ebrei si incazzano. Ed evidentemente bisogna lisciargli il pelo perché non abbiamo ancora finito di espiare colpe di settant’anni fa. Ed allora ben venga il Tevere! Che esca da quei cazzo di argini! Che ci ripulisca da tutta sta merda. Sia di sponda destra che di sponda sinistra. Che ci rada al suolo. E voi che siete ragazzi, scappate in fretta prima che la piena vi raggiunga. Scappate da lì. Scappate da qui. Evadete da sto cazzo di paese senza anima, senza cuore e senza coglioni. Da sto posto di malviventi, di infami e di vigliacchi. Toglietevi dal cazzo almeno per un po’. Lasciandoci affogare nella nostra cloaca. Che solo il Tevere può vincere sta rivoluzione. Che io mi gusterò dal Gianicolo. Guardando giù verso il grande rivoluzionario. Fumando l’ultima sigaretta. E sorridendo fino a quando la merda non mi galleggerà alla gola.
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