martedì 16 ottobre 2012



GOREFEST - FALSE
Ho inchiodato le persiane di casa. Mi sono blindato dentro come un castoro prima del letargo con le mie provviste di dvd e cd. Perché doveva arrivare Cleopatra. Ed io mi aspettavo una grandissima figa che ci sconvolgesse il mondo. Invece è giunta una scolaretta alle prime armi. Due schiaffi ben dati. Due gocce d’umore vaginale. Una carezza. E Cleopatra si è subito ammansita. Evidente dunque che non potesse bastare. Perciò mi sono steso sul divano nuovo di zecca coi miei istinti porcellosi intatti e i miei pensieri sono decollati su un’amica dai grandi seni e dalle labbra troppo poco baciate. E non ho saputo resistere. Non ho resistito. Ho messo anche un divX di Roberta Gemma e l’ho guardato fino alla scena in cui lo prende in culo per dieci minuti di seguito. Poi, però, ho spento. Ho riposto la carne nel carniere e mi sono messo ad ascoltare i Gorefest. Che, forse, sono il più grande gruppo di death metal che abbia mai partorito l’Europa continentale. E sto False è senza dubbio la loro vetta artistica, visto che, poi, non si sa che cazzo gli sia successo a sti olandesoni, a metà degli anni 90 si sono autoimposti una svolta stoner rock che li ha resi del tutto dimenticabili. Ma False resta un’opera d’arte vera. In cui le sfumature grind, una straordinaria sezione ritmica e dei variegati cambi di tempo ben s’intersecano con assoli infiniti e un cantato cupo del tutto particolare ed innovativo. Come pure i testi. Sempre tesi ad un attacco all’arma bianca nei confronti di religione, politica, guerra, omologazione di massa e mass media. E sarà il tono gore sempre corrosivo ed incisivo. Sarà l’insoddisfazione lasciatami da Cleopatra. Ma i Gorefest mi hanno eccitato ancora. E se stasera vorrete provare pure voi io vi passo il link. Che se è sbagliato Massi mi corigerà. Qua.