venerdì 12 ottobre 2012



UNA DISCESA DA ROSE MCGOWAN A FB
Sono a casa. E mi rompo il cazzo. Così mi metto a guardare Doom Generation. Che Rose McGowan mi arrapa sempre un casino e in questo film c’ha pure questa bocca scarlatta che grida pompini a non finire. E mentre la guardo penso pure di avere invidiato quel coglione di Marilyn Manson per questo. Per lei. Penso di si. Quel testa di cazzo infinito. Comunque il film è molto psichedelico. È sesso. Crudo e selvaggio. Irriverente. E noi mica siamo altro. Ed altro non dovremmo volere. Ma poi il dvd si incanta. Verbatim di merda. Così tocca piantare tutto lì. Rose McGowan. La bocca. Il pompino. E decido di trastullarmi solo un po’ il pc. Condividendo su faccialibro il mio post di ieri sui Pathology. Solo che, mentre sto per scappare in gran fretta da lì, il mio postino compare in bacheca in mezzo a tutti gli altri vostri. E alle vostre cazzate quotidiane. Che dovete pure farmi sapere quante volte andate a cagare e la densità della vostra merda. E poi faccio caso ad una cosa. Che deve essere successo qualche disservizio a facebook ieri. Che non si sentiva tanto bene. Forse non funzionava. O forse lo faceva male. Scorgo preoccupazione nella massa. Ansia. E leggo di teorie che solo retropensieri malati possono considerare. Di gente in crisi di astinenza vera e propria. Di gente che vive solo lì. Eppure c’è tanta fica fuori. Penso. Fica vera. Accogliente. Umida. Muta. Perché la realtà dei fatti è questa. La gente parla sempre troppo e fb non aiuta a farla tacere. Altro che democrazia della rete. Altro che rivoluzioni scatenate dal web. Stolti. Mentre io esco. Prima da fb e poi da casa. Che stanotte non dormirò.