giovedì 4 ottobre 2012



HUMAN TOILET - HUMAN TOILET
Una giornata ordinariamente del cazzo. Vuota. Indegna di essere vissuta fino a quel momento. Con una lasagna al ragù di canguro gravitante a metà strada fra la capoccia ed il duodeno. E poi una sonnolenza insana. Da cui non mi hanno destato né lei né la sua idea di Aperol. Per cui scappiamo da lì. Da quell’aria che è un bunker fatto di ozono. Catching a bus. Ma sul 319 un pezzo di merda qualunque si mette a tossire con la bocca spalancata, senza nemmeno coprirsi le fauci con il suo manone grasso. E allora scendiamo due fermate prima. Che non si sa mai che due passi ci liberino da quel torpore follemente contagioso. Fottuto omaggio della notte prima. Anche se io non ne sono mica sicuro. Per cui non me lo domando nemmeno più mentre un altro coglione griffato sente la necessità di sputare sul marciapiede. Uno scaracchio in due tempi a due passi da me. Che, probabilmente, il primo tentativo non era stato completamente efficace. E la mia lasagna si ripropone. Così stringo la sua mano fresca e sottile e me la trascino via. Di fretta. Quasi di corsa. Ma un tizio attraversa ancora le zebre con un boxer. Il boxer si volta a guardare una bastardina. Mi sbatte dentro con la zucca. Sul ginocchio. Mi copre di bava. Mi ringhia. Vaffanculo che anche le bestie si rivoltano. E a questo punto galloppo. Salgo i gradini a botte di due. Che solo un abbraccio con la mia di bastardina può cambiarmi la giornata. Che dovevamo andare a vedere l’Era Glaciale 4 ma non ce la faremo. Ma ci attacchiamo a NHC e mettiamo questi 5 pezzi mentre la carne frigge. E il disco vale. È bello. E il nome del gruppo e del lavoro si addicono ai nostri quotidiani incontri. Ma io non so chi cazzo siano gli Human Toilet. Però non me ne frega un cazzo di saperlo. E, mentre mi arrendo alla friggitura, mi resta il piacere di lasciarveli qua