martedì 2 ottobre 2012



WHORESNATION - WHORESNATION
Ecco qua. Finalmente mi è arrivato il televisore nuovo. Che tutti diciamo che ci sta sul cazzo la TV ma poi, se non l’abbiamo per un periodo superiore ad un paio di settimane, andiamo in crisi di astinenza come Mark Renton in Trainspotting. Che, porcattroia, mica ci si può vivere dignitosamente senza la Domenica Sportiva. O senza canali come Sportitalia. E, allora, porte aperte al plasma! 40 pollici di sommo gaudio, soprattutto in una domenica di campionato come quella appena trascorsa. Solo che alla tele non c’è solo il faccione di Zeman che se lo piglia in culo per l’ennesima volta. C’è pure tanta merda. Tantissima merda. Misurabile in galloni visto che è per lo più deiezione liquida. Sparata in faccia a tutti. Minori compresi. E la merda più grossa della settimana passata è ovviamente quella troiaccia che si è finalmente tolta dai coglioni, portando il suo enorme culo lontano dal palazzaccio della Colombo. Ma non è la sola. Non è l’unica. Perché noi siamo in overdose di feccia e non è più possibile estirparla tutta. Che siamo un paese di puttane radicate. E tutti ne facciamo parte. Tutti facciamo insieme. Quindi non servono analisi ulteriori. Non ce n’è. C’è solo la possibilità di macinare. Grind. Prima di essere macinato tu. Così non possono non venirmi in mente i Whoresnation. Che non sono un prodotto locale ma sono un grind di Besançon, Francia. Che se ci sono mignotte etiche lì, a due passi da Berna, Zurigo e Losanna, figuriamoci cosa si può dire della nostra latrina italica. Dove per godere un minimo non ci resta che il vecchio ed intramontabile pompino o, in alternativa, qualche assalto di blasting, qualche lirica demenziale, sadica e un po’ perversa che, sola, ci permette di esibire un po’ di odio a crudo. Quindi, urlate, sminuzzate, tritate e, soprattutto, odiate. Con i Whoresnation. Qua