giovedì 20 settembre 2012



IL GRAN VISIR DI TUTTI I COGLIONI (RELOADED)
Come ampiamente prevedibile, dopo il post di ieri, si è fatto avanti anche il gran visir di tutti i coglioni, rendendomi manifesta la sua ripugnanza per la mia intransigenza. Ma la questione è questa, caro gran visir: io sono fiero delle mie intolleranze e detesto solo quella al tannino che mi inibisce delle sane bevute di Nero d’Avola. Per il resto, vale sempre il detto che sarebbe meglio che ti facessi i cazzi tuoi. Ma, visto che proprio non ce la fai, ti elencherò nel seguito un bel po’ di cose che mi piacciono nella gente e che denotano la mia indubbia apertura alare nel sapere abbracciare chiunque si presenti con queste doti sul mio blog. Primo: mi piaci se sai scrivere in italiano. Capisco che la tastiera di un PC possa generare dislessia ma tanto è evidente quando uno fa un errore di battitura o scrive una stronzata perché per lui alfabeto ufficiale è l'ABK. Secondo: sei ben accetto se ti piace la mia musica, non solo il metallo ma pure De André, Marley e la chill-out. E non sarebbe male nemmeno se ti piacesse la figa, il sesso, l’erotismo, la pornografia. Essenziale è che ti piacciano pure i gatti e che tu sia uno che non ti limiti ad un “ciao come va?”. È poi necessario che tu non sia uno zerbino, un leccapiedi o il tavolino di qualcuno. Che non vuol dire che basta che non ti limiti agli atti di circostanza. Devi crederci in quello che fai. Come ad una religione. E poi ti devono piacere Hemingway, Bukowski, Irvine Welsh e pure Quentin Tarantino. Devono piacerti i B-movie e i menestrelli, sapendo preferire l’emozione alla tecnica. Infine devi sapere apprezzare il viaggio e non la meta. Ma il massimo sarebbe che tu sappia anche disprezzare la società del consumismo che ti sta consumando pure l'anima con la complessità di un modo di vivere che non ci appartiene. Ma è chiedere troppo. Lo so bene. Però lo avrai capito che mi stai sul cazzo e che non diventeremo mai amici, no?