martedì 11 settembre 2012



GOJIRA - L'ENFANT SAUVAGE
Incontro il Gino, giù sul marciapiede. E si è accorto dopo due mesi che non abito più dove abitavo prima. Perché è un ragazzo astuto il Gino. Ha solo tempi un po’ lunghi. Matusalemmici. Ma, presto o tardi, ci arriva sempre. Esattamente come io arriverò ad introdurlo nel fisico alla Gina. Che per la cosa mi pare anche ben predisposta. Comunque non è questo il punto. È altro. È che il Gino è uso a questi tempi pure per le sue stupide chiacchiere, mentre io avrei solo voglia di salire su per ascoltare il nuovo disco dei Gojira. Che è uscito a giugno ma ero troppo distratto. Per cui ci arrivo adesso come un gino qualunque pure io. Quindi tocca che lo mando a fare in culo. Lo mando a fanculo. Salgo. Armo i woofer. E comincio a sparare a raffica le note di questa band pirenaica che oramai può essere considerata un’avanguardia della scena mondiale. Una punta di diamante del metal contemporaneo. Nonostante non si capisca bene il titolo perché non è chiaro cosa abbia a che fare col ragazzo selvaggio di Truffaut. Ma il Gojira-style ormai mi ha preso. Mi possiede. E quindi già la prima canzone mi seduce. È thrash metal di impareggiabile atmosfera che anticipa la solida caratura di tutto il lavoro, dal quale ben si intuisce perché i Gojira stanno aprendo le date dei Metallica. L’album, nel suo complesso, è un buon impasto di death e prog e recupera parecchia roba da oltre Atlantico. Soprattutto da Lamb Of God e Cavalera Conspiracy. E pure questa è buona cosa. E non una colpa. Dettagliando meglio, la violentissima Planned Obsolescence è, a mio avviso, un capolavoro. Mentre Mouth Of Kala mi fa venire in mente cose strane. Tipo un pompino. E quindi dimentico il Gino, ripenso alla Gina e, godereccio, schiaccio il rewind. Qua