mercoledì 5 settembre 2012



FEAR FACTORY - THE INDUSTRIALIST
Non ne ho proprio lo spirito. Ma non posso abdicare dal ruolo che mi sono ritagliato di darvi ogni tanto qualche consiglio musicale. Così oggi mi pregio di puntualizzare qualcosa sull’ultimo lavoro dei Fear Factory. Perché se ne è detto troppo male. Al punto che qualcuno è arrivato pure a dire che è la più grande delusione nella scena extreme di questa annata musicale. Ma non è così. E, siccome sono un democratico, si sciolga nell’acido chi la pensa diversamente… anche perché questo ottavo lavoro dei FF non è affatto disprezzato dalle masse metallare che li seguono da tempo. E sono i fans quelli che contano. Tutti gli altri non sono un cazzo di niente. Certo è che la sezione ritmica paga un po’ le recenti fuoriuscite dal gruppo. Ma Dino Cazares resta il miglior chitarrista metal in circolazione, per cui ogni volta che lo sento riffare io eiaculo. E lo scream-growl è ottimo. Come sempre. La batteria è pur sempre una bella mitragliata sulle folle. E groove ed aggressività non mancano proprio. La massiccia presenza del synth aumenta poi il già ricco arsenale di soluzioni a disposizione della band. Quindi non rompete i coglioni. Che sarà pur vero che sti californiani non sono riusciti a tirare fuori un capolavoro assoluto come Demanufacture ma, con tanta merda metal che quotidianamente fa il giro del globo terrestre, i FF restano ottimi animali a cui affidare i propri timpani se si ha necessità di atmosfere bellicose e grintose. Depraved Mind Murder ne è la garanzia. Ascoltare per credere. E andate a vederli live se potete, visto che a novembre saranno in Italì. Solo a Milano. Che Roma se lo piglia ancora una volta nel culo. Per cui agli amici della capitale che non si possono permettere né Italo né Frecciarossa, non resta che attaccarsi al cazzo. O qui