venerdì 31 agosto 2012



UNA SEGA CON L’OLIO JOHNSON
Sono anni che ci passo davanti e che mi chiedo che cazzo succeda lì dentro. Perché tutto quello che è esotico troppo spesso viene tarato come se fosse merda ma io credo che si debbano sempre testare le cose per saperne la verità. E poi, tutto sommato, quella porta rosa coi fiorellini dipinti sopra e il disegno di una ragazza in kimono che sembra una geisha che ammicca, il suo buon fascino lo esercita proprio. Così sono entrato. Drinnn! Ed apre la porta l’unica cinese al mondo con le lentiggini. Carina. Realmente bella. Si chiama Luna e non penso che sia un nome cinese. Ma dillo che sei una delle tante Cheng-Chang-Ching! Che mica c’è da vergognarsi ad essere quello che si è. Comunque opto per un massaggio full body. Un’ora. E lentiggini mi tratta come un dio. Nudo verme sotto le sue mani, sento il sangue che mi scorre di nuovo nelle vene. E penso che ci vorrebbe una sigaretta mentre lei mi unge tutto come una supposta. Ma poi non ne sento più il bisogno. Mi rilasso. Come nemmeno col migliore hashish. Mi si spengono pure gli occhi mentre le mani della luna giocherellano sul mio dorso. Sulle mie natiche. Che porca troia se ci sa fare. Suona il mio corpo come se fosse un pianoforte a coda. E poi mi fa girare. E passa dal petto alle parti intime senza soluzione di continuità. Così il mio cazzo s’erge. E lei lo sfiora ma non lo agguanta. Ed io sento che ci vorrebbe un soffocotto per perfezionare la faccenda. Ma Luna non è una troia, dice. 10 euro e, al massimo, mi fa la sega involtino primavera. Accetto. Accetta. Vengo. Mi pulisce. Continua con un massaggio ai piedi. Poi mi offre da bere. Delle caramelle alla frutta. Un fantastico sorriso. Finché non me ne vado. Contento dell’ennesima sverginatura. Soddisfatto dell’happy-ending. Tranquillizzato che Luna fosse cinese e non giap. Che quelle, invece, il pesce crudo lo fanno a fette.