venerdì 27 luglio 2012


COSPARGETELI DI BENZINA E BRUCIATELI
Poi sostengono che non si debba avercela con loro. Dicono che, in fin dei conti, se la pigliano solo coi malfattori. Che recuperano l’evasione. Che lavorano per noi. Per il nostro benessere. Ma un cazzo! Un grande cazzo! Perché chi vuole evadere il fisco continua a farlo con estrema facilità. E chi, invece, non vorrebbe prenderselo in culo si ritrova sodomizzato con la stessa frequenza di Cecchi Pavone. Ed ora vi racconto la mia storia. E vediamo un po’ se avete fegato di sostenere il contrario. Tempo fa mi prendo una multa. E un paio di punti. Il mio reato è aver parcheggiato con due ruote (!) sulla fermata dell’autobus. Mi rode il culo ma pago il cazzillo che mi hanno lasciato sul parabrezza. Nella settimana subito successiva. Alle Poste. Ma dopo una mesata la multa arriva anche a casa. Ma non alla mia casa. Ad una residenza che avevo nel 2000. Perché quei cazzo di database della police li aggiorna evidentemente un coglione mal matricolato. E comunque rispondo. Usando pure una certa cortesia che nel qual caso vuol dire che non li ho riempiti di biechi insulti. Ehi raga! Avrei già pagato. Vi siete un po’ sbagliati voi. Ovvio. Tutto tace per sei mesi finché qualche giorno fa non arriva un’altra merdosa raccomandata. Torno alle Poste a vedere cos’è. Spero in un uovo modello di bambola gonfiabile. Ma sono solo quei simpaticoni di Equitalia. Nella busta non c’è un cazzo però. Dicono solo che devo andare a prendere un’altra busta in Comune. Oggi vado. È un caccia al tesoro, penso. Ma no. Lo menano ancora con quella multa. Che non so sulla base di quale cazzo di coefficiente è pure triplicata. E il sentimento che mi nutre adesso è soltanto odio. E quindi, lasciate che la Fai svolga le sue mansioni. E non rompete troppo il cazzo.