giovedì 12 luglio 2012


PENILE DEMENTIA - 2009-2011
Non so se vi sia arrivata questa notizia. A me si. E ancora me la sto ridendo adesso pensando al gran pezzo di cazzo di cui dev’essere dotato il protagonista della vicenda. Che nel Maghreb mica si scherza su queste cose. Ve lo dico io che ci facevo ginnastica a scuola con certa gente. Che a volte è un problema pure avere un gran pisello. E al tunisino in questione gli ha detto pure culo che le telecamere della zona hanno registrato tutta la bagarre. E che la troietta cangura si è dimostrata fondamentalmente onesta, senza preoccuparsi troppo della salvaguardia del suo buon nome. Evitando di dire cazzate. Altrimenti il negretto lo avremmo subito messo alla gogna. E lo avremmo rinchiuso in quella cloaca di Regina Coeli. Lui e il suo gran cazzo. Al servizio della polizia penitenziaria. E comunque, tutto è bene quel che finisce bene. E a me sta vicenda mi ha fatto venire in mente i Penile Dementia. Inevitabile. Perché di quello deve essersi trattato. Infatti i Penile, che poi sono uno solo proprio come lo è il cazzo, sono una band che queste cose le canta, le urla. A squarciagola. Facendo del buon brutale. Caotico e distruttivo. Perché la scuola è la vecchia università del gorenoise americano, anche se questa band è finlandese. Per cui non lesina sul tempo. E in questo progetto ci piazza una sessantina di brani tutti griffati dal gran maniaco di Espoo. Non una collezione che, come termine, fa cagare. Ma una raccolta di pezzi ruttati qua e là. Urlando la vera demenza del pene. E, in questo caso, pure la sua voracità. Qua.