mercoledì 11 luglio 2012


STRATOVARIUS - FRIGHT NIGHT
Eravamo in sta discoteca del basso Piemonte, uno di quei capannoni di merda che insistono su una pianura zanzarosa cercando di imitare le glorie di Riccione. Ma, davanti, nemmeno un mare. Solo una zona bar con piscina. E poi tanta musica del cazzo. Un po’ di gnocca. Ma pure tanti ganci da trippa. Insomma, la serata non era un granché. E Andrea si stava rompendo le palle. Anche lui che, di solito, non se le scassava mai perché attirava la fica come se avesse un magnete interno. E come se le fica fosse di ferro. Al punto che qualcuna gli offriva pure del denaro. Che lui, di norma, accettava di buon grado perché era sempre in bolletta. Anche se erano dei gran cessi. Anche dalle tarde. Ma, effettivamente, sta tipa qua era davvero troppo. Era troppa. Pure per lui che aveva intestini assai capaci. Perché quella femmina era davvero orrenda. Che, per dirla come il sergente Hartman, aveva un culo che sembrava un quintale e mezzo di chewing gum masticato. E c’aveva pure la faccia della rompicazzi. Così, quando sfacciatamente gli chiese se si erano già visti, la risposta fu ovvia. Devo averti inquadrata a una puntata del mondo di Quark. E lei perse subito la sua spavalderia, portando il suo enorme Big Babol lontano dalle nostre vodka lemon. E intanto noi decidemmo di uscire per le campagne limitrofe con la nostra Y10. E, in mezzo a quell’oceano di granoturco fresco di taglio, accendemmo un paio di canne. E c’erano sempre le zanze ma c’erano pure delle belle stelle. Di quelle che in città non si vedono mai. E c’era pure un bel buio pesto. E noi sedevamo sul cofano della macchina. E nello stereo suonava questo disco qua. Che gli Strato non mi hanno mai più fatto impazzire ma quando uscì Fright Night la cosa non ci lasciò indifferenti. Perché da allora avevamo anche noi i nostri Black Sabbath, i nostri Rainbow. E la qualcosa non si poteva sottovalutare. E poi quella era veramente una fright night. Con quel cesso in disco. Le zanzare. Le pannocchie morte. E 5 grammi di un olandese tutt’altro che puro. Fright Night. Qui