mercoledì 4 luglio 2012


CICCIONI ALLA RISCOSSA
Penso che le multinazionali delle bollicine non glielo permetteranno mai. Anzi, credo che gli mozzeranno le mani, la testa e pure il cazzo e che poi spediranno il tutto alla moglie nella sua villetta del New Jersey. In una scatola chiusa. E devo dire che faranno bene. Perché, per altre motivazioni che non sono quelle della cocacolapepsicola, anch’io sono contrario all’idea del sindaco di NY di proibire la vendita dei bibitoni ipercalorici in confezioni extra-large. Prima di tutto perché se ne possono sempre acquistare maggiori quantità a minore capacità (e fin qui ci potrebbe arrivare pure un infante) e poi perché se voglio ingrassare fino ad esplodere come l’Hindemburg ho tutto il diritto di farlo senza che nessuno mi affetti i coglioni. Che mi hanno un po’ rotto il cazzo tutti questi salutisti di merda. E mi hanno rotto il cazzo pure i proibizionisti e le proibizioni. E tenete conto che io non sono nemmeno un appassionato di quelle bevande. E che potrei pure permettermele perché ho un metabolismo che va alla velocità della luce. Ma non importa. Importa invece che nessun proibizionismo ha mai generato qualcosa di buono se non malavita, contrabbando e arricchimento da parte delle persone sbagliate. In fondo, poi, mi ponevo anche sta questione: è possibile che nessuno si ribelli? Sono stato negli Stati Uniti una sola volta e devo ammettere di aver visto una quantità di ciccioni senza pari in altri angoli del globo. Ma poi, guardandoli bene, è anche vero che mi sono parsi dei ciccioni felici. Fieri. E non è questo ciò che conta? Bisogna dunque proprio bandirlo il mitico refill che sta all’America come il Colosseo sta a Roma? Boh, io sono per il no. Per cui auspico che ogni ciccione a stelle e strisce si metta a difenderlo il refill, anche perché se passa questa idea del cazzo gli toglieranno presto pure i popcorn e il burro di arachidi. E allora l’America non sarebbe più la stessa. E nemmeno le gare di rutti lo sarebbero più.