martedì 26 giugno 2012

MEGLIO LA NOTTE
Appena in aeroporto ho pensato che fosse uno scherzo. E invece no. Non lo era. C’era solo questo cazzetto di aereo che ci aspettava per riportarci a Roma. Solo lui. Che sembrava ridesse di noi. Perché chiamarlo aereo, in effetti, era proprio un eufemismo. Perché è vero che avevamo colpevolmente perso il volo di linea ma una dozzina di ritardatari non possono essere trattati così. Imbarcandoli su un pezzo di lamiera da 100 chili. Ma vabbé… saliamo comunque. E il coso si avvia al centro della pista. Comincia a rullare scoreggiando cherosene da due timide turbine e poi decolla verso la meta. Anche se penso che potrebbe non farcela. Che le Alpi sono uno scoglio troppo duro, apparentemente insormontabile. Ma ce la fa. Tu- tum. Tu-tum. Ce la fa. Mentre mi vengono in mente i vari biplani dei fumetti di Topolino. E dall’alto scorgo un Frecciarossa che mi pare fermo. E che, probabilmente, lo è. Fermo. Ma deviato su una linea morta come la Locomotiva di Guccini. Spero. Mi auguro. Ma invece no. Sono solo le Ferrovie che stanno a culo. Un altro segnale della nostra inarrestabile decadenza. Perché se non funzionano nemmeno più le eccellenze vuol dire che la deriva del paese si è ormai compiuta. Ed è irreversibile. Così arrivo a Roma. Che Roma di notte non ha uguali. Ma solo dall’alto. Perché poi scendo e l’aria non sa più di cherosene ma di vizio. E il rumore diventa un silenzio buio. E potrebbe andare tutto bene se non fosse che la cosa migliore che incontri sono le puttane. E quelle della Colombo stasera sono bene in tiro. Una, in particolare, sembra proprio una dea. Cosce che non finiscono più. Un vestitino audace che, per fortuna, non sa di pornoshop. E, mentre mi domando se sia una vittima o una carnefice, una berlina la carica su. Probabilmente, penso, non sarà una da 50 pleuri bocca e figa. E comunque non l’ho mai capito chi paga così tanto per un menu turistico. E torno a casa. Stanco. Pensando che la notte, in fondo, non è così male. Ma solo perché so che il giorno non sarà meglio.