lunedì 18 giugno 2012


RUM, COCA E WAYNE ROONEY
Continuava a versare Havana nella coca e, intanto, non smetteva di parlare. Incessante. Nel suo decantare lo smartphone della Samsung che, a suo dire, l’Iphone gli fa delle sane pippe. Benoit prova a interromperlo. Ma non c’è un cazzo da fare. È un fiume in piena, talmente gonfio di cose da dire che non si placa con poco. Allora provo io. A toccargli una corda sensibile. Lo sapete che c’ho Dedé fra i miei followers di Twitter? E questa l’accusa. La più nobile delle mie amicizie lo lascia senza parole. Ma non si perde d’animo e si affretta a rilanciare. A me mi segue Wayne Rooney… O cristo santo! Perché mai uno che fa il centravanti dello United dovrebbe seguire Lolo mi chiedo. Che cazzo di interesse può averci? Boh. Strana cosa. Deve avergli inviato la richiesta trovandolo completamente sbronzo. E, proprio mentre ci rifletto, Wayne Rooney cinguetta. Sono distrutto dall’allenamento. Ma ieri sera è stata una fantastica serata qua a Cracovia. Abbiamo bevuto molto bene. E ascoltato dell’ottimo flamenco. A Cracovia! Dell’ottimo flamenco?! Porca troia se ne devono avere ingurgitato di vodka! E risate. Che in fondo è bello avere qualche amico. Tutto si perde e si confonde con un amico. Pure con Lolo. Che è un cazzone di prima scelta. Che dalla vita non ha mai tirato fuori un cazzo. Ma chi di noi c’è riuscito in fondo? Almeno lui non ci ha nemmeno provato. Non scontando l’amaro prezzo della delusione. Tutti gli altri, invece, solo per l’aver tentato, sono dei tormentati. Compreso me. Compreso Wayne Rooney, forse. Che non gli basta essere milionario. Non gli basta la migliore figa di Albione. E si affoga in ettolitri di Polska. Come noi che continuiamo a versare rum nella coca. Mentre i Plasmatics attaccano Plasma Jam.