lunedì 11 giugno 2012


PROFESSIONISTI DELL’AUTO-INCULATA
Se esiste al mondo una cosa di cui non mi è mai importato un cazzo quella è la Formula 1. Perché è una noia deprimente lo stare guardare una ventina di coglionazzi milionari che girano per gli stessi due/tre km di una pista sempre uguale e per lo più in fila indiana. Che è quasi peggio che guardarli giocare a golf. Sport che assiduamente praticano nel loro tempo libero. Fatta questa premessa, però, vi svelo che ieri ho visto qualcosa. Ma solo perché la gara iniziava dopo la partita della nazionale. E perché non c’avevo nulla di meglio da fare. Ossia, traduco, non c’avevo un cazzo di niente da fare. Così mi piazzo davanti al monitor con la mia birretta ghiacciata e mi vedo sto Alonso che parte bene, si fa le chiappe coniche per restare lì, ma poi lo passano. E poi si ferma. E poi ripassa lui. Non è per un cazzo avvincente perché il tutto avviene ai pit-stop ma ormai voglio proprio vedere come andrà a finire. Solo che non posso lasciarli soli. E, non appena vado a pisciare la birretta, alla rossa fanno una cazzata senza confini. Quello davanti si ferma per il cambio gomme. Mancano pochi giri di merda. E, furbi come galline autistiche, a Maranello pensano “col cazzo che il cambio gomme lo faccio pure io, io tiro dritto fin sotto alla bandiera a scacchi!”. Morale della favola, alla fine vince chi ha fatto il cambio gomme. La Ferrari arriva seconda? Manco per un cazzo. Ci vuole tutta che arrivi quinta. La superano pure quelli con le Simca 100. E se ci fossero stati ancora un paio di giri da fare sarebbe arrivata ultima. E ditemi voi se questa non è una storia tutta italiana. Di cose fatte a culo per la sola ingordigia di primeggiare. Mentre gli altri, che si attengono alle cose normali ma facendole bene, vincono, si impongono e si portano a casa sia il bottino che la fregna che sul podio glielo consegna.