martedì 5 giugno 2012

BLACK DESTINY - BLACK IS WHERE OUR HEARTS BELONG
San Lorenzo mi è sempre stato sul cazzo. Essenzialmente per quegli universitari finti alternativi che lo popolano. Per quei figli di un medico che non aspettano altro che si liberi lo studio di papà a Prati per dismettere i panni del punkabbestia o del rasta pallido e mettere su il camice dell’evasione fiscale. E poi per quell’aria da campus in cui si fa finta di pensare ma si pensa soltanto a trombare. Però San Lorenzo è ancora uno dei pochi posti sul pianeta dove c’è qualcuno che ha ancora il fegato di aprire un negozio di dischi. E deve essere un pazzo. Penso. Ma entro. E l’atmosfera è quella degli anni 80. O di quei negozietti di Soho che mi hanno sempre fatto eiaculare più del museo delle cere. Il tenutario ha l’aria di non sapere nemmeno che cazzo vende però. E sembra l’ispettore Zenigata. Allora faccio da solo. Salto il comparto della musica per fighetteria rusticana e mi dirigo nel settore dell’hard. E niente. Non c’è niente che non si possa reperire in rete. Penso che la prossima volta che passerò di qui troverò il locale con la serranda abbassata. Ma voglio fare un acquisto. Zenigata se lo merita. Così mi faccio attrarre dalla copertina di questo Black is where… e deve essere per il culo. Anzi, sicuramente è per il culo. Ma non mi dispiace nemmeno il modo di portare i capelli della tipa sulla cover. Sgancio il dovuto e vado a casa. E lo do’ subito in pasto al Panasonic mentre faccio una doccia. E non sono mica male sti Black Destiny. Non li conoscevo. Ma è un buon power metal dall’approccio potente. Doppia cassa senza limiti e duelli di chitarra da mezzogiorno di fuoco. Insomma, oltre al culo, in effetti c’è di più. Ecco perché ve li propongo. Sempre che vi vada di ascoltare qualcosa che, comunque, è very very old style. Ma si sa, un bel culo non ha età. Qui