martedì 15 maggio 2012

ALGEBRA, PERCENTUALI E PEPE AL CULO
Sono scarsamente in forma. E il mio equilibrio critico è andato leggermente a farsi fottere. Però non sono ancora diventato completamente coglione e certi spunti valutativi mi confortano ancora. Così mi stupisco parecchio per il vostro stupore sui fatti di questi giorni. Che in fondo è tutta una questione di algebra. Di statistica. E di percentuali. Perché, per esempio, se hai due soldi da mettere in banca, quella te li custodisce facendoti il “lauto dono” di un interesse del +0,00001%. Ma se vai in rosso, pure per un solo giorno, pure per cinque merdosi minuti, l’interesse passivo che ti impone è del -12%. Roba da usura. Ma legalizzata. E, analogamente alle banche, agisce lo stato. Che è pieno di debiti. Perché ci sono centinaia, se non migliaia, di (piccole) aziende che vantano crediti vitali nei suoi confronti. Che lo stato non concilia. Ma, se capita che non paghi tu, magari una bolletta da quattro soldi o un cazzo di divieto di sosta, lui ti manda quelli di Equitalia che esigono quantomeno il triplo della cifra non quietanzata. E poi, ultimi ma solo cronologicamente, ci sono quelli che sono le braccia del potere. Quelle persone che vivono nell’ombra. Che lavorano in luogo degli inetti della politica. Ma che dall’ombra allungano su di noi la mano dell’ingiustizia in loro vece. Adoperandosi per cause che non vogliamo. Contro ogni volere e contro ogni diritto del cittadino. Totalmente dimentichi di un’umanità che non hanno mai posseduto. Quindi mi stupisco che vi stupiate. Se i black block incendiano le banche. Se qualcuno è leggermente incazzato con quei vassalli dell’Agenzia delle Entrate. O se qualcun altro ha scelto una vita di merda solo per mettervi un po’ di pepe al culo.