lunedì 14 maggio 2012

Stavo ancora al lavoro quando mi è venuta la brillante pensata. Che, forse, era solo un’altra idea del cazzo. Ma di cui avevo tremendamente bisogno. Come di un abbraccio. Come di un bacio. Di un amore vero. Sincero ed incondizionato. E poi la sera sembrava preludere ad una notte giusta. Di quelle con la rarefazione perfetta dell’aria. Di quelle che ti lasciano intravedere ogni profilo del mondo. Così ho preso la macchina è l’ho deviata su per il Tirreno. La prima pisciata l’ho fatta a Livorno. La seconda alla frontiera. La terza ad Antibes. E poi sono arrivato a Marsiglia. Sabato mattina. Alle prime luci di un alba che sembrava un uovo sodo. Sono andato a letto. Sfinito. Ho dormito fino al pomeriggio inoltrato. Ho cenato coi miei straordinari vecchi. E ieri mattina sono ripartito. Mio padre mi ha abbracciato a lungo. E mia madre mi ha dato quel bacio per cui ho fatto duemila chilometri in 36 ore. E vaffanculo all’Alitalia. Vaffanculo a Blu e ad Air France. Vaffanculo a tutti. Che, in fondo, bastano quattro ruote per un istante di felicità. E poi tornare a vivere di un riflesso passato.