giovedì 10 maggio 2012

Tecnicamente non sono morto. Quindi è del tutto inutile attendere una mia resurrezione. Che, poi, io sarei pure lento in un’intenzione a cui non sono uso. Per cui non sarebbero solo tre giorni. Sarebbe lunga. Infinitamente lunga. E, quindi, lasciatemi stare. Che per me vivere sta diventando un’arte da apprendere. Perché la ragione si disgrega. Le certezze mutano in smarrimento. E l'apoteosi delle sofferenza mi paralizza anche i sensi. Così mi resta solo l’opportunità di dannarmi di più. E di cercare di afferrare tutto ciò che è sempre stato definito proibito.