martedì 8 maggio 2012

Dialoghi con una collega la mattina presto

C: Capo…
BH: Cazzo piangi?
C: Capo…
BH: Che è?
C: Senti capo… i colleghi non mi apprezzano…
BH: Lo credo bene!
C: Ma come?
BH: Non ti stimo io, figuriamoci loro…
C: Ma capo…
BH: Fai poco e lo fai male, cosa pretendi? 
C: Ma…
BH: …è ovvio che per loro sei un peso…
C: Ma non è giusto!
BH: Si che lo è… e poi mi sono rotto il cazzo.
C: Di che?
BH: Di farti da prete, da confessore…
C: Cosa intendi?
BH: Che ognuno ha i suoi problemi e se li deve tenere.
C: Ti do’ fastidio?
BH: Si.
C: Se le cose stanno così… chiederò il trasferimento.
BH: Ma chi ti piglia? Sta’ buona…
C: E dunque? Che faccio? 
BH: Credo che dovesti curarti l’esaurimento.
C: Tieni conto che io c’ho avuto il cancro…
BH: Ognuno ne ha uno suo.
C: E ch’ho tre figlie.
BH: Dovevi tenerti i mariti.
C: Scherzi?
BH: No. Ti avrebbero aiutata… 
C: Non lo penso.
BH: E non pensare nemmeno che possa aiutarti io. 
C: Sei crudele.
BH: Si. Lo sono.