giovedì 3 maggio 2012

DISPERAZIONE MULTICOLORE
Post delirio alcolico. In cui ho fatto questo sogno strano. Dentro al quale riuscivo a produrre fantastiche scorregge all’idrogeno che avrebbero svegliato pure la Bella Addormentata. Ma che, invece, avevano un effetto del tutto inaspettato. E insensato. Perché era una giornata di festa. Umida ma afosa. E la sola virtù di quella roboante aerofagia era che tutti i turisti si assopirono nel confort dei loro hotel a varie stelle. Niente visite ai musei, nessun monumento da riverire, nemmeno un papa da acclamare. Loro restavano inerti nelle loro brande. E Roma si trasformava in una città di merda. Di questuanti. Di vecchi arabi che sbraitavano da soli per le piazze. Di pazzi ed inefficaci parlatori in solitudine. Di molesti ubriaconi anestetizzati dentro a cartoni appoggiati a mura di travertino. E poi c’erano anche dei bislacchi punkabbestia. Sepolti da mari di bottiglie e da bava di cane indigente. I soliti cinesi. E i Rom che curiosavano tra le macerie dell’AMA. E, infine, qualche vecchio. Solo. Perso nel pianto di in lento movimento su due gambe malferme. Una vita diventata angoscia. E un cazzo di altro. Segno che questa città sta sprofondando per davvero. Evidenza che questa città è già totalmente affondata. In un baratro di merda. In un inferno di quotidiano niente, al massimo rivestito da una facciata al neon che non riesce più ad occultare una disperazione multicolore.